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Non c'è due senza tre. Complici gli acciacchi fisici di Lukaku, nel posticipo di lunedì sera a San Siro col Torino, Alexis Sanchez e Lautaro Martinez possono giocare insieme dall'inizio per la terza volta in questo campionato. I nerazzurri hanno vinto nelle due volte precedenti: 3-1 all'andata sul campo della Sampdoria e 6-0 al ritorno in casa contro il Brescia. Il nazionale cileno è andato in gol in entrambe le occasioni, a differenza dell'argentino. Invece El Toro argentino ha segnato nella sconfitta a Barcellona in Champions League, sfruttando proprio un passaggio del Nino Maravilla. Nessuna loro rete nelle vittorie in Coppa Italia con la Fiorentina e in Europa League sul campo del Ludogorets

DESTINI OPPOSTI - In ogni caso questa strana coppia non sembra avere un futuro in comune. Fino a metà stagione Lautaro era una pedina inamovibile per il presente e in prospettiva futura, ma l'interesse del Barça ha cambiato la situazione e sarà difficile vederlo ancora a Milano l'anno prossimo. Discorso opposto per Sanchez, che invece ora sta convincendo l'Inter a confermarlo. In questo senso sono già stati avviati i contatti con il Manchester United, che però non accetta di rinnovare il prestito pagando ancora 7 dei 12 milioni di euro netti del suo ingaggio. Ma il club inglese è ben disposto a trattare, anche perché Sanchez (classe 1988) non rientra più nei piani dell'allenatore Solskjaer. Il quale punta a occhi chiusi sui due giovani talenti inglesi Rashford (classe 1997) e Greenwood (classe 2001): come dargli torto?