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"Sanchez era troppo stanco? ​Non so, lui ha cercato di dare il massimo, ma sotto porta deve essere più cattivo perché i numeri per gli attaccanti sono impietosi. E i suoi numeri devono essere migliori". Antonio Conte al termine della sconfitta per 2-1 subita dalla Juventus a San Siro in Coppa Italia non ha puntato il dito soltanto sugli errori difensivi che sono costati due gol banali ed evitabili ai nerazzurri, bensì ha voluto sottolineare, ancora una volta, come in attacco la sua Inter faccia fatica anche e soprattutto per imprecisione e non per mancanza di opportunità. L'attacco diretto ad Alexis Sanchez lascia aperti anche tanti scenari per il presente e e futuro con un grosso rimpianto che ci porta indietro di neanche una settimana. 
 
 

PIU' TREQUARTISTA CHE ATTACCANTE - I numeri di cui parla Conte sono infatti realmente impietosi. 17 tiri tentati e solo 2 gol in Serie A e 4 big chance mancate. Tanti i dribbling tentati (20), tanti, forse troppi, i tocchi di palla una volta ricevuti con 3 assist e solo 4 big chance create per i compagni a fronte di 20 passaggi chiave e 14 cross tentati. Ciò che però colpisce maggiormente, ad esempio analizzando le heatmap e le touchmap delle due partite più importanti da lui disputate da titolare finora, ovvero i quarti di Coppa Italia contro il Milan e la semifinale d'andata contro la Juventus, è che il ritratto che emerge di Sanchez è più quello di un trequartista o addirittura un tuttocampista alla Gomez o alla Mkhitaryian piuttosto che quello di una seconda punta di ruolo.

MANCA UNA PUNTA - In una situazione ideale avere un giocatore con queste caratteristiche nelle rotazioni offensive può essere concretamente un'arma in più per gli allenatori, il problema è che per Antonio Conte e per l'Inter questa situazione non è vicina all'ideale. L'allenatore salentino si ritrova infatti con i soli Lukaku e Lautaro capaci di occupare l'area di rigore seppur in maniera differente e Sanchez rappresenta semplicemente la prima e probabilmente unica alternativa a disposizione dato lo scarso utilizzo di Pinamonti non ritenuto pronto dalla proprietà.

DZEKO ANDAVA PRESO - Ciò che oggi dà Sanchez all'Inter sono in grado di farlo anche altri elementi della rosa come Eriksen o Perisic, ma ciò che fanno Lukaku e Lautaro non lo riesce a fare nessun altro. Per questo il rimpianto per il mancato accordo con la Roma per lo scambio Sanchez-Dzeko appare di giorno in giorno più evidente. Un nove puro, un bomber d'area, all'Inter e a Conte sarebbe servito più di ogni altra cosa. Pensare che sia sfumato per "soli" 3 milioni non fa altro che aumentare la rabbia per un'occasione persa in una stagione da non fallire.