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Wesley Sneijder è tornato quello di Madrid. No, non pensate alla notte magica della Champions, al Triplete e a Mourinho. Quello era il cugino buono dell'olandese. Piuttosto Wes sta ricordando il suo passato al Real. Con una differenza: al Santiago Bernabeu giocava di meno e segnava comunque di più.

Piccoli e continui problemi muscolari, indolenza in campo, nervosismo. Diciamoci la verità, il nuovo Sneijder è quasi più deleterio che utile all'Inter attuale. Le sue giocate sono sempre più rare, mentre spesso ai tifosi nerazzurri tocca sopportare appoggi sbagliati per decocentrazione e contrasti fatti tirando indietro la gamba.

Ok, proviamo a capire Wesley. E' il giocatore con più qualità in un'Inter impoverita dagli ultimi due anni di mercato. Orfano di Eto'o, non ha più un compagno all'altezza con cui dialogare davvero. E forse il rimpianto di non aver accettato al volo l'offerta del Manchester United in estate si fa sentire. Ma Sneijder ha anche le sue colpe. I maligni sussurrano si alleni male e controvoglia ad Appiano Gentile. Curioso, la stessa accusa che gli rivolgevano al Real, quando da infortunato era un assiduo frequentatore della movida madrilena.

Prendere l'anno del Triplete come termine di paragone è ingiusto. Per Sneijder, come per Milito. Il rendimento in quella stagione fu superiore probabilmente al reale valore di entrambi. Ma è innegabile che Sneijder giochi al di sotto delle sue possibilità da oltre un anno. Il Real Madrid, stufo del comportamento altalenante dell'olandese, lo cedette per 15 milioni di euro. Comunque pochi e l'Inter fece un affare. Oggi dai nerazzurri bussano le grandi d'Europa con proposte intorno ai 30 milioni di euro. E allora poniamoci la domanda: vale la pena non aprire la porta per questo Sneijder?