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L'edizione odierna del Corriere dello Sport accende i riflettori sull'inter e spiega come i nerazzurri, dopo le brutte stagioni affrontante nel recente passaro, abbia ritrovato equilibrio grazie al lavoro in difesa.

“Il calcio dell’Inter non è il calcio di Spalletti. L’Empoli, l’Udinese, la prima Roma, lo Zenit, la seconda Roma, tutte giocavano meglio dell’Inter. Ma questa premessa non va tradotta in un passaggio a vuoto dell’allenatore. Al contrario. Va tradotta nell’arricchimento della carriera di un allenatore che ha dato ad ogni sua squadra un’impostazione di gioco offensivo e che ora, avendo a disposizione un materiale diverso, lo sta elaborando con una linea diversa. Non sappiamo se l’Inter riuscirà, in questa stagione, ad alzare il livello tecnico di squadra. Nel suo centrocampo non c’è un Pizarro (che Spalletti inventò regista a Udine), un Pjanic, un Hamsik, uno Zielinski, un Nainggolan, un Luis Alberto, creatori di gioco e fonti di idee, ha solo dei regolaristi, bravi, speciali, ma regolaristi. A cui Spalletti ha dato l’incarico di organizzare la squadra partendo dalla difesa. Al San Paolo, la difesa dell’Inter è stata superiore all’attacco del Napoli. Grazie ad Handanovic, certo, ma anche grazie a un’organizzazione che questa squadra aveva perso negli ultimi anni. La sua forza difensiva è la diversità dell’Inter”.