Il tecnico dell'Inter Luciano Spalletti analizza a Sky Sport il successo con la Fiorentina: "La squadra è cresciuta sotto tanti aspetti, in questi momenti ci ha messo del suo e ha fatto qualche risultato che aggiusta la classifica.

Il rimprovero a Keita? So che a voi piace far casino, ma è una cosa che si può dire a fine partita... l'ho detta a lui e Politano: pressavano alto e noi avevamo tutte e tre le punte aperte, volevo che entrambi venissero più in mezzo al campo. Quando Keita è entrato da seconda punta ci ha messo le cose a posto, ci ha fatti respirare con la sua qualità. Poi si è estraniato un po' dal gioco e non capiva cosa volevo: voleva portarla alla bandierina giustamente, ma la comunicazione quando sei in panchina si fa così, presi dalla bramosia del momento. Non ho rimproverato niente a nessuno: parliamo della partita, se poi anche dentro gli spogliatoi ci mordiamo succede... ci piace morderci tra uomini.

La Fiorentina? Era la mia squadra del cuore, facevo il raccattapalle e c'era anche Antognoni. Cosa ha detto sul rigore? Il rigore era rigore, se no vi faccio vedere quelli dell'anno scorso con Udinese e altri episodi e così sono bravo anche io. Lui tocca la palla che stava andando verso il dischetto, dove stava arrivando Vecino e la palla viene deviata: una volta che me lo danno me lo volete pure levare... Alla Fiorentina si dice bravi, ma non più di quello: hanno avuto occasioni importanti come noi, ma abbiamo vinto meritatamente. Il gol l'hanno fatto con un po' di fortuna per una palla persa in uscita e deviazione su tiro, noi i gol li abbiamo fatti tutti regolari. Loro sono stati bravi, anzi bravissimi, hanno un calcio moderno e per questo si è riaffezionata al calcio.

Migliorare il palleggio negli ultimi sedici metri? Verissimo, abbiamo giocato poco su Icardi e quella è una cosa che dobbiamo migliorare. La cosa che ci ha creato problemi però sono le palle perse in mezzo al campo: loro riuscivano sempre a farla girare bene e sono una delle squadre che palleggia meglio, noi dobbiamo migliorare in fase di uscita ma abbiamo creato anche ripartenze dove potevamo andare a fare gol.

Demoralizzato per la classifica? Rifirmando il contratto la mia futura storia è che o faccio risultato o faccio la fine degli ultimi sette anni, o vinco o vado via. Ora ho la squadra che volevo, competitiva, anche se ci sono problemi come per Vrsaljko. Rimarrò sempre convinto che questi sono gli uomini che volevo e me li tengo fino alla fine".