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Alla vigilia della sfida di Trieste con il Cagliari, in conferenza stampa parla Andrea Stramaccioni, tecnico dell'Inter.
 
Sugli avversari: "Per me il Cagliari è una squadra ammirabile, che mi piace, che rispettiamo sicuramente in maniera particolare. Hanno ampiamente meritato da tempo la salvezza, sono una squadra che per ciò che ha fatto vedere soprattutto nell'anno solare può ambire anche a qualcosa in più. Sicuramente è una squadra che gioca in maniera consolidata da diversi anni, e ha nel parco attaccanti un punto di forza, perché ha cinque attaccanti pericolosi. Costituiscono un pericolo costante per qualsiasi difesa. E lo hanno dimostrato con Fiorentina e Milan, complimenti al lavoro degli allenatori. Per noi sarà una partita difficile". 
 
Sull'infermeria nerazzurra, in vista anche del match di mercoledì con la Roma in Coppa Italia: "Non parlerei del termine turnover. La gara con la Roma è sì per noi importantissima, ma vogliamo finire bene il campionato dando tutto. La partita prima di una gara importante assume un valore importante perché ti permette di arrivare con la testa giusta. E' stata  una settimana di lavoro, dobbiamo ritrovare sul campo di Trieste ritrovare una condizione positiva. Sicuramente dietro con l'infortunio di Chivu e con la perdita di Mbaye ho soltanto Ranocchia, Samuel, Silvestre  e Juan Jesus. Silvestre ha fatto bene con la Sampdoria, Andrea dal Cluj in poi per sfortuna ha sempre giocato stringendo i denti, ha voluto essere in campo sempre e questo gli fa onore. Cercherò di mettere in campo i giocatori migliori senza alterare il rendimento della squadra. Palacio in campo con la Roma? No, credo di no". 
 
Sull'arbitro di domani (Celi) e sulle polemiche arbitrali del post Inter-Atalanta. Celi ne sarà condizionato? "Ma non ci sono problemi, è ormai tutto passato, non ci devono essere altri discorsi. Se il discorso arbitrale ci ha condizionato? Abbiamo le nostre colpe non ci siamo mai tirati indietro. Per ciò che riguarda noi il discorso si è chiuso domenica sera. La gara col Cagliari è importante per noi, perché senza i ragazzi della Primavera siamo in 14-15. Non dobbiamo sbagliare niente. Il rigore è arrivato quando noi avevamo la partita in pugno. L'Atalanta non ci stava certamente mettendo in difficoltà. Poi quei 12-13 minuti ci hanno mandato in tilt tecnicamente e anche psicologicamente, abbiamo sfiorato il 4-4 con Ranocchia e sarebbe stato il risultato più giusto. Ma certamente abbiamo sbagliato dopo il rigore". 
 
Sulla buona fede o malafede degli arbitri: "Io e i ragazzi abbiamo chiuso domenica questo discorso, ora pensiamo al campo e a fare bene in campo domani. Ho espresso la mia idea, non era un errore tecnico ma proprio di un fatto non accaduto. Non ho mai parlato di buona fede o malafede. Ma l'argomento però è chiuso, anche perché noi dobbiamo migliorare e fare bene fino alla fine del campionato più aiutarci, e lo dimostreremo fino a Inter-Udinese". 
 
Sul futuro: meglio arrivare in Europa League o avere a disposizione solo il campionato?
"Io sarò un testone ma io alla Champions League ci credo ancora e lo farò sempre a meno che non ci sia la matematica certezza. Le italiane in generale hanno fatto tesoro dell'esperienza in Europa League, non serve ripetere gli errori. A maggior ragione più delle altre squadre noi abbiamo avuto più problemi con la lista visto che abbiamo giocato la prima gara il 2 agosto". 
 
Sugli obiettivi di mercato: interessa Nainggolan?
"Sì, è un calciatore che ci piace, inutile negarlo. E' il prototipo del centrocampista moderno. Ma adesso è un centrocampista del Cagliari, inutile parlarne".