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Il primo scopo l'Inter lo ha ottenuto. Carlos Tevez non andrà al Milan, a meno di colpi di scena in extemis. Gli uomini di Massimo Moratti, intromettendosi tra Galliani e il City hanno impedito un affare che avrebbe gioco forza reso i cugini inarrivabili in campionato. Un Tevez preso in prestito, senza il sacrificio di Pato e con un diritto di riscatto fissato a meno di 20 milioni di euro era roba da gridare allo scandalo. Bene hanno fatto Branca e colleghi a creare scompiglio. Il mercato è anche questo, bellezza. Chi vuole il fair play, lo pretenda in campo e, in futuro, nei conti di bilancio. 
 
Ma ora Moratti ha davanti un interrogativo mica da ridere: mollare la presa su Carlitos o prenderci gusto e magari portarlo sulla propria sponda del Naviglio? Le considerazioni sono molteplici. Da una parte è difficile credere che un presidente investa 25 milioni e passa per un grande attaccante di 28 anni dopo averne lasciato libero un altro giusto 5 mesi fa. Le logiche che giustificano la cessione di Eto'o sconsigliano allo stesso tempo l'acquisto di Tevez. Ma che diamine, si può anche sbagliare nella vita. E di sicuro l'Inter di oggi ha bisogno di un attaccante top player. Perchè? Semplice. Milito dà segnali di ripresa, ma a 32 anni sarebbe ingiusto pretendere da lui un'annata alla Triplete. Pazzini è un buon centravanti d'area, ma non è giocatore tale da risolvere le partite da solo, come l'Apache. Diego Forlan, tra infortuni ed età, ha imboccato anch'egli la via del tramonto. Dove è il top player? In potenza c'è Sneijder, ormai più impegnato ad aggiornare il suo twitter che in allenamento ad Appiano. Su Zarate e Castaignos inutile versare ancora inchiostro.
 
Così Carlos Tevez diventa non solo una manovra di disturbo, ma un grande sogno per tutto il popolo nerazzurro. Perché oltre alla possibilità di acquistare un bomber da 53 gol in 2 anni a prezzo contenuto (se non li vale uno con quei numeri, 25-30 milioni, chi li vale?), c'è l'incredibile occasione di piazzare uno sberleffo in faccia al Milan. E di questi tempi non è cosa da poco. Moratti dunque vuole solo aspettare domenica sera: se il derby non taglierà fuori i nerazzurri dalla corsa scudetto, c'è da scommettere che partirà l'assalto al fort(e) Apache.