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13.15 THOHIR SUI MANAGER STRANIERI - "Non è colpa mia, è qualcosa che fa parte della storia del club negli ultimi 108 anni. Abbiamo ancora 2-3 giocatori, Bonazzoli, Sciacca e Palazzi, che hanno giocato nell'under 19. La cosa più importante è come noi andiamo in campo. Stessa cosa riguarda il management. Dobbiamo essere concorrenziali, continuo a dire che il calcio non è più solo un settore sportivo, è diventato un ambito media e di consumo. E' importante in campo e fuori, che non si pensi solo al calcio, al calcio, perché lo stadio non è solo un campo di gioco. Poi ci sono le tifoserie. Mia figlia lavora solo sul suo lato, non legge giornali e non guadra la tv. Per me è difficile, per lei è abituale. Il mondo sta cambiando, per coinvolgere i nostri tifosi dovremo andare su canali sempre più digitali. Io sono fiducioso nelle capacità del nostro team, abbiamo reclutato Luca, Daria, Luigi, Leo e Roberto, sono ancora con noi. Ma è importante portare in azienda gente con esperienza. Williamson è presente in tanti contesti, lavoro con lui da sei anni. Bolingbroke ha esperienza con uno dei più grandi club mondiali da 7 anni. Abbiamo fatto entrare Claire da Apple, perché la prima volta che l'abbiamo incontrata ha detto che avrebbe lasciato Apple perché ex giocatrice di calcio. Per me è semplice, quando le ho spiegato il piano lei ha capito tutto. Il suo background è importantissimo per dar vita alla nostra strategia. Noi non vogliamo raggiungere solo i fan italiani, ma tutte le persone del mondo che potranno vedere la partita senza essere allo stadio. Ci saranno persone che arriveranno allo stadio dall'estero sempre in numero maggiore. A San Siro ieri c'era un gruppo di asiatici allo stadio. Immaginate 264 milioni di fan che vorrebbero venire. Questo è il momento di creare i canali che tengano collegati gli appassionati. Non dobbiamo avere pregiudizi, bisogna creare un team forte. Siamo convinti che il lavoro che stiamo facendo sia buono, siamo stati trasparenti. Non credo che gli azionisti abbiano mai partecipato a un'assemblea così, ma era giusto che capissero il nostro piano".

Aggiunge Bolingbroke: "Il parallelo di Thohir è importante. I giocatori che scegliamo non vengono scelti in base alla nazionalità ma al valore. Il management è uguale. Per il mio team voglio le persone migliori che riesco a reperire in giro per il mondo. Abbiamo preso Michael Dunchard che si occuperà delle sponsorizzazioni, è uno dei migliori al mondo e non è italiano. Ce la farà perché è uno dei migliori nel suo ruolo. Claire Lewis si occupa del nostro marketing dopo essere stata alto dirigente in Apple. Pochi dubiteranno che la sua scuola non sia tra le migliori. Poi James White, che si occuperà di web e social media e svilupperà su questo ambito la strategia commerciale con Claire. Era al Manchester United, come la Lewis anche lui parla italiano anche se non è essenziale. Nel campo come fuori dal campo bisogna intrecciare entrambi gli aspetti: come sul campo, anche fuori bisogna prendere i migliori".

Per migliorare il brand bisogna acquisire anche giocatori che abbiano rilevanza mediatica all'estero. Thohir risponde come si possa riuscire a farlo rispettando i parametri: "Non è solo una questione di marketing: quando un giocatore arriva all'Inter deve ancora qualificarsi, non basta il nome. Quando prendiamo nuovi giocatori servono le qualità tecniche, non di marketing. Ma visto che prendiamo decisioni collettive valutiamo anche le influenze marketing. Incontriamo gli sponsor per capire il loro parere, ma non possiamo aspettarci di prendere giocatori cinesi se non sono bravi. Chi veste la maglia dell'Inter deve essere in grado di battersi indossando quella maglia, al livello di Inter".

Aggiunge Ausilio: "Ormai è da qualche mese che conosco Thohir e posso confermare quanto ha spiegato. Al di là dell'attenzione ai mercati importanti per la crescita del brand, non mi è stato mai chiesto di pensare a qualcosa che non fosse tecnico. Cerchiamo calciatori che possano migliorare la qualità dell'Inter, non importa da dove arrivi. Basta che nel rispetto delle esigenze economiche e tecniche sia il più adatto al nostro progetto. Vidic è un esempio di questo modus operandi. Oggi parlare di lui può sembrare poco consono, ma lo faccio perché non deve esserci imbarazzo. Vidic è stata una grande operazione, è arrivato integro a parametro zero. Ha una grande mentalità e dimostrerà anche all'Inter cosa vuol dire essere un vincente, lui che è stato importantissimo per un club storico come lo United. E sono convinto che sul mercato ci siano altre soluzioni di questo tipo, più o meno giovani. Ci sono giocatori di talento che stiamo seguendo, altri i cui contratti in scadenza li rendono buone operazioni. Non si può diventare più forti comprando calciatori da 20-30 milioni, bisogna essere realisti. Ma se si riesce a prendere giocatori giovani e di prospettiva, penso a Icardi, Kovacic e Dodò, è giusto farlo. L'obiettivo è rendere la squadra sempre più competitiva".

Sulla rosa completa per affrontare Europa League e campionato: "Non è attraverso il numero dei calciatori che si determina la qualità e la possibilità di andare avanti. Il numero è quello che volevamo, abbiamo deciso di avere 25-26 calciatori oltre a giovani interessanti che potrebbero trovare spazio in Europa League. Penso a Bonazzoli, mentre Puscas non può essere impiegato in Europa. Poi Mbaye e Donkor, che potrebbero trovare spazio più avanti. Già giovedì possiamo mettere un punto sulla qualificazione, lo faremo giocando in casa. Abbiamo vinto già due partite, questa sarà la gara più difficile perché arriva dopo un impegno dispendioso e in un momento in cui non godiamo di tutta la rosa, pur senza situazioni gravi. Però il mister non ha l'opportunità di cambiare molto. Siamo a ottobre, non deve essere una scusa il doppio impegno, abbiamo giocatori con esperienza e qualità e un congruo numero per giocare bene le prossime due gare. L'Europa League la vogliamo fare seriamente, non penso sia più facile entrare in Champions attraverso la vittoria del torneo. A marzo entreranno squadre importanti dal girone di Champions League e aumenterà la competività, ma vogliamo farci trovare pronti perché siamo adeguatamente attrezzati".

Sul possibile incontro con la Pirelli per il contratto e sulla conferma dell'amichevole di lusso contro il PSG durante la pausa invernale, risponde Bolingbroke: "A giugno festeggeremo 20 anni con Pirelli come partner, per quel che ne so è la più lunga nella storia del calcio. Neanche Liverpool-Carlsberg è durata tanto. Immaginarci senza Pirelli sembra assurdo, ma tutto arriva alla fine. Siamo già in trattative con loro per capire il da farsi, in un accordo commerciale entrambe le parti devono beneficiarne. Non si parla di soldi, ma di vantaggi che potremmo portare a Pirelli attraverso il nostro progetto".

Aggiunge Fassone: "Per l'amichevole non abbiamo conferme, noi però vogliamo offrire all'allenatore la possibilità di preparare bene la partita del 6 gennaio. Stiamo valutando partenze e rientri dei giocatori, questa partita sarà confermata solo se le condizioni ci saranno".

13.00 SITUAZIONE BILANCIO - Il Ceo dell'Inter Williamson risponde ai giornalisti in merito al bilancio, per anni in passivo: "Il bilancio che avete davanti vale solo per FC Internazionale. C'è stato un rifinanziamento che ha portato a un'altra società. C'è stata una plusvalenza verificata a livello di FC Inter, portata a livello di gruppo che comprende Inter Brand, Inter Futura e Inter Media Communications. Per cui, a livello di gruppo, il risultato netto consolidato è negativo, ma a livello di FC Inter, grazie al finanziamento, c'è stata una plusvalenza. Gli attivi sono stati portati in Inter Media Communications e questo ha comportato la plusvalenza su FC Inter. E' un surplus non monetizzato".

12.45 - THOHIR DIFENDE IL SUO OPERATO - Riprende la parola Thohir, interrogato su come poter coniugare il rigore finanziario con l'ulteriore competitività della squadra: "Sono assolutamente convinto della bontà di quanto fatto finora, la direzione è giusta. Com'è ormai chiaro i ricavi non vengono solo dai media, ma anche da stadio e altri aspetti commerciali. C'è una sorta di cronologia che il management dovrà seguire per realizzare tutto. Le notizie buone non sono legate ai numeri dei ricavi, ci sono anche altre informazioni come gli accordi per i diritti televisivi, la raccolta nei prossimi 2-3 anni dalle sponsorizzazioni. Per quanto riguarda i ricavi dallo stadio, bisogna agire in fretta perché altri club hanno già annunciato la costruzione di stadi nuovi e non possiamo arrivare decimi in questo. In Premier League ci sono cose che si muovono verso un nuovo accordo sui diritti televisivi, si parla di ricavi da 150 milioni di euro. Quanti in Italia ci arriverebbero? Nessuno. Quando parliamo di giocatori, dico che dobbiamo tornare a essere nella top ten del mondo. A volte i tifosi dimenticano quello che facciamo di buono e ricordano solo le cose andate storte. Molti media hanno detto che sono entrato nel mio ruolo il 15 ottobre, ma è avvenuto il 15 novembre. In questi 11 mesi abbiamo fatto proprio questo, abbiamo cambiato tante cose. Abbiamo fatto arrivare già a gennaio giocatori nuovi, sono arrivati Hernanes e D'Ambrosio con grosse spese. In estate abbiamo speso soldi, ma la gente si ricorda solo le cessioni perché bisogna rispettare la comproprietà. Ma in realtà il club spende e parecchio, abbiamo fatto entrare più giocatori per essere competitivi. Se guardiamo i nostri obiettivi, e lo dicevo l'anno scorso, avveamo un obiettivo di 26,5 di età media. Siamo arrivati a 26,4. Ed è importante rispettare il FFP, non dobbiamo solo spendere ma anche aumentare i ricavi, perché altrimenti mancherebbe il pareggio e non saremmo a norma. Per questo sono attento e rispetto quello che Ausilio e Fassone hanno fatto negli ultimi mesi. Questo ci permette di costruire una squadra competitiva ma non è facile: tutti i club italiani nei prossimi 2 anni si troveranno a gestire una situazione difficile, quando si realizzerà la questione diritti tv in Gran Bretagna. Dobbiamo stare attenti ai parametri e a raggiungere i nostri obiettivi. Se a gennaio avessimo avuto tutti gli infortuni di adesso, poteva essere una situazione grave. Abbiamo potuto equilibrare la squadra e lo abbiamo fatto. Noi facciamo anche attenzione affinché le persone siano pronte a far parte dell'Inter, se le cose non andassero bene i giocatori stessi dovrebbero capire che l'Inter non è il loro posto. Ieri abbiamo risposto bene, dovremo continuare a farlo nelle prossime 31 partite. Il momento è difficile ma sono passate solo 7 partite, sono convinto del buon lavoro svolto e alla fine i risultati si vedranno. Io non posso essere un leader di quelli che quando qualcosa va storto danno la colpa in giro. Come leader devo capire dove ho sbagliato o dove ha sbagliato il management. Per questo prendiamo le decisioni collettivamente perché tutti vogliamo riportare in alto l'Inter. Bisogna passare dal decimo al nono, ottavo, settimo posto e continuare a salire. Ma alla fine conta aver costruito una squadra forte nonostante le difficoltà, che riguarderanno molte altre società. Nei prossimi due anni altri avranno enormi problemi se non si farà squadra. la Lega è importantissima. A livello di club abbiamo un piano, ma siamo parte di una Lega che prevede la presenza di altri club con cui lavorare. E devo dire che nella Serie A ci sono stati cambiamenti, c'è stata un'apertura internazionale. E grazie agli scambi con altri presidenti e istituzioni, ho capito che c'è una buona comprensione della situazione italiana. Il calcio è trainante per l'economia italiana: se viene a crollare il settore immaginate le ripercussioni non solo per i club ma per la gente, per chi lavora nell'indotto del calcio. Siamo in un periodo di transizione che come Inter dovremo affrontare lavorando duramente e bisognaerà collaborare al cambiamento con la Lega. La Serie A rischia di diventare la nona al mondo, bisogna essere pronti ad affrontare gli sviluppi futuri. Spenderemo, spendiamo, ma quello che conta è il risultato della squadra, soprattutto nel lungo termine. E sono convinto che il risultato ci sarà".

12.35 CONTRATTO DI MAZZARRI - Ora è il turno del direttore sportivo Piero Ausilio: "Non c'è alcuna postilla nel contratto di Mazzarri, è stato prolungato di un anno quello previsto con scadenza 2015. Ci sono solo premi che si aggiungono al contesto fisso riconosciuti sulla base di successi. Solo cose positive. I successi sono un buon cammino in Europa League e obiettivi più ambizioni e realistici, tra questi cercare di rientrare in Champions League. Per il resto, la strada e quello che vogliamo tutti, Mazzarri per primo, è quella che ieri sera abbiamo intravisto. Abbiamo sbagliato due partite, ci siamo assunti tutti le nostre respinsabilità, a partire dalla condizione fisica e da quello che c'è dietro. Ci son tanti giocatori rientrato a preparazione completata, molti hanno fatto il Mondiale, qualcuno è tornato infortunato come Medel o Palacio, che solo ieri si è visto in condizione accettabile. Queste sono cose che possono ritardare le performance della squadra. Ieri, nonostante l'emergenza in alcune zone, come Obi e Mbaye a destra, la squadra nel primo tempo strameritava di andare in vantaggio e nel secondo ha risposto colpo su colpo contro una grande come il Napoli. Questa è la strada, è quello che ci aspettiamo da Mazzarri e dai giocatori, tutti stiamo lavorando per il bene dell'Inter".

12.25 QUESTIONE STADIO - In conferenza stampa interviene il direttore generale Marco Fassone: "Sulla questione stadio abbiamo parlato spesso, lo stadio di San Siro coinvolge tre realtà, noi, il Milan e la città di Milano. Non siamo soli a dover decidere. Il discorso è in corso da tempo, abbiamo bisogno di un paio di mesi per arrivare internamente a prendere una decisione definitiva: rimanere a San Siro da soli con il Milan o costruire un nuovo impianto in una delle aree già individuate. Qualunque sia la decisione finale non aspettatevi il risultato nel breve termine perché serve tempo. Quello che è certo è che investiamo 22 milioni di euro col Milan nel Meazza in vista della finale di Champions. Nel prossimo anno e mezzo ci sarà una serie di lavori che cambierà la faccia dello stadio".

Ecco quanto dichiarato dal Ceo Michael Bolingbroke: "Il FFP è qualcosa a cui siamo favorevoli, è un'idea razionale e darà forza al calcio europeo. Come club siamo a favore, stiamo mettendo a punto un piano quinquennale che si svolgerà entro i limiti delle linee guida del FFP. Non immaginiamo un club in perdita, rimarremo fedeli alle linee guida. Abbiamo incontrato l'UEFA perché nel passato si sono accumulate perdite che hanno portato al passivo, con tanti club siamo andati a Lione per incontrare il consiglio per spiegare le nostre intenzioni. Abbiamo dovuto assicurare di essere pronti a sistemare quello che è andato storto nel passato. Ci sono norme che non permetteranno più la gestione di un club come in passato. Quello che è stato è stato, ora pensiamo al futuro. Il 7 novembre ci sarà un incontro storico, verremo sottoposti a un audit e le nostre intenzioni dovranno essere confermate dai fatti. A febbraio si deciderà sulle sanzioni ai club e noi acceteremo ogni sentenza. Noi possiamo solo prenderci la responsabilità sui programmi del futuro. Il nostro approccio consisterà nell'essere trasparenti, in modo che ogni club possa pensare di essere trattato in modo corretto. E' necessario. Vedremo cosa ci dirà chi è nella giusta posizione".


Sulla questione stadio: "Non posso dire molto in questa fase, devo incontrare una serie di club già incontrati. Internamente stiamo avendo costanti discussioni, di qui a gennaio chiariremo la nostra posizione. Ma è importante per noi, come lo sono la Pinetina, gli altri centri sportivi, il nuovo campo per la Primavera, la ristrutturazione delle palestre. Bisogna pensare a tutte le strutture".

Su quale voce del bilancio si può più facilmente intervenire per tagliare: "La governance del club ci chiederà di valutare tutti gli ambiti. Mi accerterò che per ogni ambito verranno verificate le azioni svolte, chi se ne occupa e i costi. Come in ogni azienda è un processo standard, faremo in modo che quello che si spende non superi mai i nostri ricavi come richiede il FFP".
12.15 OBIETTIVO CHAMPIONS - In conferenza stampa ha parlato il presidente dell'Inter Erick Thohir al termine dell'assemblea dei soci. Sul progetto del Fair Play Finanziario: "Il formato del meeting oggi è inusuale, c'è stato un CdA e c'è la dirigenza. C'è stata un'assemblea degli azionisti e ognuno voleva esserci. Opportunità anche per i giornalisti di incontrare il management. Non credo di poter rispondere a tutte le domande, c'è un approccio strategico che coinvolge altri manager che potranno rispondere meglio di me. Le norme del FFP saranno introdotte per tutti i club, non voglio confrontare l'Inter con altre società che gestiamo in altri paesi, ma abbiamo esperienza. Negli Usa ci sono state situazioni analoghe. Rispettiamo le normative, il FFP contiene un messaggio positivo. Fa in modo che i club non siano giocattoli in mano a pochi, è un rischio. L'immagine stessa delle città va in declino. Per me è importante perché l'Inter è un grande brand e va tutelato. Ci deve essere un piano complessivo per tutta la Nazione affinché sia concorrenziale anche con l'estero. Servono 2-3 anni per fare tutto ciò, l'anno scorso buoni risultati, quest'anno vogliamo rimanere in Europa. Però vogliamo cercare di arrivare in Champions, sono convinto del progetto e della solidità del team. Molti ovviamente si chiedono il perché di alcune scelte, il nostro progetto però si spalma di 2-3 anni, poi vedremo i risultati".

12.05 PARLA MORATTI - Dopo l'assemblea degli azionisti, alla stampa presente, ha parlato l'ex proprietario dell'Inter Massimo Moratti: "Per quanto rigaurda l’Inter di ieri, in confronto alle partite precedenti, è stata diversa, positiva, con orgoglio e determinazione. Questo è il fatto importante, che la squadra sia cresciuta".

Su Thohir più interista: "Credo di sì, quando sei nelle posizioni di grande responsabilità lo diventi. Lo è decisamente, è molto preoccupato sempre prima delle gare, come ogni tifoso. Spero ci sia ancora consentito di saltare quando la propria squadra fa gol".

Su Mazzarri e il pubblico: "Dico che vediamo, ieri ha avuto una buona reazione, è una persona seria. Il calcio è pragmatico, dipende dai risultati e dai miglioramenti. E’ sempre la prossima partita quella che conta, finché rimane il pensiero o il progetto di crescita, va bene. Se questa situazione dovesse decrescere allora lo vedo nei guai".

Se Mazzarri sarebbe già esonerato con lui: "Io sono un pessimo esempio, ho mandato via un allenatore che aveva vinto il campionato due giorni prima (Mancini, ndr), non sono da prendere come esempio".

Sull'anno di Thohir: "Lui è una persona seria, ha lavorato con attenzione in tutti i settori, fa tesoro delle esperienze. Credo che non ci sia da lamentarsi. Bisogna avere fiducia, magari ci vorrà del tempo per ottenere dei risultati, ma alcuni buoni già ci sono".

Su Stramaccioni a Udine: "Sono contento per lui, come di tutti gli altri allenatori che passano da noi e hanno successo. Stramaccioni nasce dall’Inter e sono felice".

Sul settore giovanile al top: "Tutti gli anni abbiamo sempre investito molto e con gente professionale a dirigerlo, i risultati prima o poi arrivano. Erano arrivati prima e sono confermati ora con giocatori di altissimo livello. Sono felicissimo ed è divertente vedere le gare".

Su Juve-Roma e le polemiche: "Sempre uguale, non cambia niente…”.

Dopo le sofferenze in tribuna per il pareggio raggiunto nel recupero contro il Napoli, il presidente dell'Inter Erick Thohir incontra l'ex proprietario dei nerazzurri, Massimo Moratti a Milano al Westin Palace, dove si sta tenendo l'assemblea dei soci.

10.15 INIZIA L'INCONTRO - Oltre Massimo Moratti sono presenti all'assemblea anche il direttore sportivo Piero Ausilio, il direttore generale Marco Fassone e il direttore amministrativo Williamson. Prima dell'inizio dell'incontro si è avuta la ratificazione del bilancio chiuso lo scorso 30 giugno e si è discusso di Inter Brand. Le perdite della società nerazzurra, secondo quanto rivelato da FcInterNews.it, ammonterebbero a circa 80 milioni.

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