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Sorpasso mancato e prova del nove fallita. Dopo otto giornate e dopo il regalo del Lecce, che aveva appena fermato la Juventus sull’1-1, l’Inter non riesce ad andare oltre un sofferto 2-2 casalingo con il Parma e così rimane un punto dietro i bianconeri, invece di scavalcarli come sperava. Giusto così, perché la squadra di D’Aversa non ruba nulla e anzi, dopo aver subito il gol del vantaggio nerazzurro di Candreva, si porta sul 2-1 grazie alla coppia Karamoh-Gervinho, sognando fino alla rete del definitivo 2-2 di Lukaku un altro colpo grosso come alla quarta giornata di un anno fa, sempre a San Siro. Una grossa occasione persa per Handanovc e compagni pensando alla classifica, ma non per quello che si è visto in campo, perché il Parma spaventa più del previsto l’Inter evidenziando le inattese lacune della squadra di Conte. Il muro difensivo, infatti, che aveva retto benissimo nella prime cinque partite, in cui gli avversari avevano segnato soltanto un gol, è crollato in modo clamoroso nelle ultime quattro, nelle quali Handanovic è sempre stato battuto, incassando ben otto gol. Responsabilità da dividere tra tutti, dall’incerto Godin che esce arrabbiato dopo la sostituzione, agli esterni Candreva e Biraghi troppo sbilanciati in avanti, fino ai compagni di centrocampo. 

TROPPI RISCHI - La voglia di sorpasso all’inizio è tanta, forse anche troppa, perché l’Inter concede spazi pericolosi al Parma, che fa capire subito di voler sfruttare il contropiede. E non a caso la prima grande occasione è della squadra di D’Aversa, perché Dermaku dopo 10’ trova un varco libero e costringe Handanovic a una grande deviazione. E’ il classico campanello d’allarme da non sottovalutare, ma soprattutto la conferma che l’Inter non copre come dovrebbe, per le caratteristiche dei suoi centrocampisti, più portati a costruire che a proteggere la difesa. In assenza di Sensi, Brozovic è l’unico regista centrale che dovrebbe tamponare, perché Gagliardini e Barella sono ottimi assalitori ma modesti interditori, tra Candreva e Biraghi. Nessuno dei cinque riesce a coprire abbastanza e così il trio difensivo soffre la velocità e le ripartenze di Karamoh e Gervinho, che si muovono ai lati del centravanti Kulusevski. A nulla serve, così, lo spostamento al centro di Godin, fin qui sempre esterno a destra, in assenza di De Vrij, tra Skriniar e Bastoni. E’ questa l’unica novità rispetto all’ultima partita di campionato vinta 4-3 contro il Sassuolo, in un’Inter ancora con cinque italiani dall’inizio poi diventati sei con l’ingresso di Esposito. Ma la vera novità, ripensando all’andamento di quella partita in cui l’Inter si era portata sul 4-1 è il ribaltone del primo tempo.

ILLUSIONE CANDREVA - Capace di segnare il gran gol del 2-0 contro il Borussia Dortmund, Candreva stavolta firma quello ancora più importante del vantaggio, con un gran destro deviato due volte dai difensori del Parma. E’ il 23’ e la partita sembra in discesa. Invece è una illusione pericolosa, perché il Parma in tre minuti pareggia e in altri quattro si porta addirittura sul 2-1, sempre sfruttando la sua velocita, con la complicità di Brozovic. Prima il croato, seguendo la pericolosissima moda generale, passa il pallone indietro verso Handanovic e Karamoh è svelto ad avventarsi su quel regalo, infilando l’incolpevole portiere nerazzurro con un perfetto destro a fil di palo. Classico gol dell’ex di questo ragazzo, che l’Inter l’anno scorso lasciò partire preferendogli Keita, senza alcun festeggiamento da parte sua, ma con sportivissimi applausi del pubblico. La replica subito dopo con un altro disimpegno sbagliato di Brozovic, sfruttato ancora da Karamoh che vola a destra e smarca Gervinho al centro liberissimo di battere ancora Handanovic sempre di destro.

SCOSSA LUKAKU - Il primo tempo ha confermato le difficoltà di Lukaku, un po’ per colpa sua perché il belga si muove meno di Lautaro e un po’ per colpa dei suoi compagni che non lo smarcano con i tempi giusti. Ma siccome il belga sembra la riproduzione dell’ex centrocampista Conte, perché possiede più grinta che classe, proprio lui dà la scossa alla squadra all’inizio ripresa, avventandosi con tutta la sua potenza su un pallone vagante in area, subito buttato in rete di forza. Annullato per un sospetto fuorigioco, il gol viene convalidato soltanto dopo 4’ interminabili minuti di controllo dell’arbitro al monitor, su opportuno richiamo del Var. E sul 2-2 l’Inter accelera il ritmo, riuscendo a mettere in difficoltà il Parma come non aveva mai fatto nel primo tempo.

GRINTA ESPOSITO - Karamoh e Gervinho, però, riescono ancora a spaventare Handanovic e allora Conte decide di togliere Godin, il più in difficoltà nelle chiusure, rilanciando il titolare del ruolo De Vrij. Diverso è il cambio di D’Aversa che richiama l’applauditissimo Karamoh, alla prima da titolare, sostituito da Sprocati. Ma la mossa della speranza per i tifosi dell’Inter è l’ingresso del grintosissimo Esposito, stavolta al posto di Lautaro e non di Lukaku, come in Champions. Poi arriva anche Politano al posto di Gagliardini per gli ultimi disperati assalti nei 7’ di recupero. Ma la rabbia in campo e le urla di Conte dalla panchina non bastano. Pareggio era e pareggio rimane, come a Lecce. Alla faccia di tutti i discorsi sulle partite abbordabili. 

IL TABELLINO

Inter-Parma 2-2

Marcatori: 23’ Candreva (I), 26’ Karamoh (P), 30’ Gervinho (P), 6’ s.t. Lukaku (I)

Assist: 30’ Karamoh (P), 6’ s.t. Candreva (I)

Inter: Handanovic; Skriniar, Godin (dal 21’ s.t. de Vrij), Bastoni; Candreva, Gagliardini (dal 39’ s.t. Politano), Brozovic, Barella, Biraghi; Lukaku, Lautaro.

Parma: Sepe; Darmian, Iacoponi, Dermaku, Gagliolo (dal 21’ s.t. Pezzella); Kucka, Scozzarella, Hernani; Kulusevski, Karamoh (dal 26’ s.t. Sprocati), Gervinho (dal 39’ s.t. Barillà).

Ammoniti: Barella (I), Candreva (I), Esposito (I), Sepe (P), Darmian (P)

Espulsi:

Arbitro: Daniele Chiffi (della Sezione di Padova)