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Si è creata una situazione curiosa attorno a Antonio Conte dopo la strameritata conquista dello scudetto: tutti, quasi supplicandolo, gli chiedono di restare all’Inter. Calciatori, tifosi, anche Marotta. Un atteggiamento che ha molto dell’adulatorio ma è poco realistico. Nessuno, infatti, si pone una domanda che potrebbe tranquillizzare i molti che temono l’addio del tecnico: perché se ne dovrebbe andare?

Conte è legato all’Inter da un altro anno di contratto e nella prossima stagione guadagnerà 13 milioni di euro netti. Non tanti: tantissimi, un’enormità, soprattutto nel calcio povero di oggi. Ebbene, ci sono due motivi per i quali Antonio può decidere di mollare i nerazzurri e cambiare aria: un’offerta economicamente superiore, che al momento nessuno sembra poter anche solo immaginare; una proposta tecnica straordinaria e irrinunciabile per guidare una squadra decisamente superiore a quella nerazzurra, di cui non c’è traccia. E allora, ripetiamo: perché se ne dovrebbe andare?

Qualcuno davvero pensa che Conte lasci l’Inter perché Zhang potrebbe avere difficoltà a prendergli un esterno sinistro di alto livello o una quarta punta migliore di Pinamonti? Se non vogliamo essere seri, cerchiamo almeno di essere realistici: esiste un uomo che rinuncerebbe a una montagna di denaro per un’inezia del genere? Sia chiaro, non biasimiamo Antonio per questo: lui è un professionista, per di più straordinariamente bravo, ed è giustissimo che guardi anche ai soldi. Chiunque lo farebbe, al suo posto, e chiunque lo fa, qualsiasi lavoro svolga. E non tiriamo fuori l’idea che possa andarsene per una questione di principio: quale principio tradirebbe rimanendo all’Inter?
Se a Conte non arriverà un’offerta esagerata, resterà all’Inter. Ma nel frattempo sarà riuscito a creare apprensione attorno a sé e a sentirsi desiderato. E magari pretenderà che la società si esponga di nuovo per dire che non bisogna pretendere niente da questa squadra, perché in fondo non è così forte. Invece è fortissima.

@steagresti