65
"Se saprai confrontarti con Trionfo e Disastro, e trattare allo stesso modo questi due impostori". Rudyard Kipling lo aveva capito già nel lontano 1910: avere a che fare con gloria o rovina e reagire allo stesso modo. Difficile, inutile negarlo: nella vita di tutti i giorni, e nello sport, che della stessa riflette emozioni, gioie e dolori. Lo sa bene l’Inter, abituata a vivere momenti da “Sliding Doors”. Con l’Empoli, questa sera a San Siro, trionfo e disastro cammineranno una volta di più a braccetto.
 
COSA CAMBIA - Una partita che vale una stagione è uno slogan abusato nelle ultime settimane ma, mai come stavolta, è assolutamente centrato sulla sfida tra Spalletti e Andreazzoli. I toscani con il miraggio della salvezza, i nerazzurri con l’obbligo Champions. La qualificazione alla coppa più ambita determina destini, orienta scelte, misura l’arco temporale della crescita del club meneghino. Una questione economica, ma non solo. Sono circa 50 i milioni di euro che ballano tra il partecipare o meno all’ex Coppa dei Campioni, a cui ne vanno aggiunti altri 10 per le sponsorizzazioni. Il mercato dell’Inter del futuro, quella che con ogni probabilità sarà targata Antonio Conte, non dipende da queste entrate: Marotta e Ausilio contano di finanziare i colpi estivi soprattutto con le cessioni di giocatori ormai ritenuti fuori dal progetto, come Perisic o Icardi. Certo, i milioni della Champions farebbero comodo, anche per accelerare un processo di crescita, economica e tecnica, che va in ogni caso avanti da tempo. Passi indietro non sono ammessi, il progetto non può rallentare, non sono previste fermate intermedie.
 
COESIONE - Serve dunque una vittoria, possibilmente netta, non necessariamente da cogliere negli ultimi minuti, per evitare l’arrivo a San Siro di fantasmi più o meno spaventosi. La società ha voluto far sentire la sua presenza nella figura del presidente Steven Zhang, presente ieri sera in ritiro alla cena con la squadra. Spalletti stesso in conferenza stampa ha alimentato un fuoco di coesione: società, calciatori, tifosi. “Io e miei calciatori ci sentiamo molto bene, ci stiamo riempiendo la testa di cose buone solo per riportare l'Inter in Champions. I nostri tifosi sanno come comportarsi, sanno come trasferire il meglio”. Tutti uniti verso l’obiettivo, poi arriverà il tempo delle valutazioni. Festa o rabbia, gioia o fallimento, vittoria o sconfitta: ancora poche ore, poi il verdetto.