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Straordinario José Mourinho. Tutti ne parlano. Nel bene; molto. nel male; spesso. C'è chi lo denuncia come quel cittadini di Saranno per "istigazione alla violenza", mentre un popolo tutto nerazzurro farebbe follie per lui. Anche qualche ricco presidente di club, molto invidioso di Massimo Moratti, pronto a proporre contratti da fantascienza. vamos a madrid! — Mou schiva e scansa: pensa a Siena e a Madrid, nel senso della finale di Champions League. Così tanto che questa mattina ha oltrepassato i cancelli del centro sportivo "Angelo Moratti" per acquistare a una bancarella appostata all'esterno della Pinetina una decina di magliette con su scritto "Vamos a Madrid!" sotto la sua inconfondibile immagine. Forse per regalarle a qualche amico, perché il 22 maggio si fa la storia. allenero' il real — I più maligni si prestano a diverse interpretazioni; forse il segnale di un addio? Intanto il tecnico portoghese ci tiene a sottolineare: "Quello che scrivono, e cioè che ho un piede mezzo in Spagna e mezzo qui a Milano, è falso"; risposta a una delle tante domande in un'intervista pubblicata da Panorama sul numero di venerdì 14 maggio. Sostiene Mou: "Allenerò il Real Madrid. Ho allenato una grande in Inghilterra. Alleno una grande in Italia, allenerò una grande in Spagna", abile mossa che mette a tacere tutti. ipocrisia — "Ho vinto tutto in tre paesi; non mi manca niente. Però mi fa ridere quando sento alcuni presidenti che mi paragonano ai loro allenatori che non hanno vinto neanche una coppa di Toscana o Reggio Calabria" aggiunge con la consueta graffiante ironia. L'allenatore dell'Inter aggiunge poi che c'è una cosa che non gli piace dell'Italia: l'ipocrisia del calcio. "Gente che viene da me, mi dà una pacca sulla spalla, mi fa un sorriso e mi dice: ''Sei il migliore, sei un grande, avanti così'. Poi appena possono mi attaccano. Mi chiedono addirittura un autografo, una foto con loro e poi cambiano di colpo. A me non piace tutto questo. Lo fanno anche alcuni allenatori".