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Missione compiuta. L'Inter esce con i tre punti da Praga e resta in corsa per la qualificazione agli ottavi di finale in Champions League, che si giocherà nell'ultima giornata della fase a gironi il 10 dicembre a San Siro contro il Barcellona, già certo del primo posto in classifica.

L'1-3 finale non rispecchia la superiorità mostrata in campo dai nerazzurri, che fino a dieci minuti dal novantesimo erano ancora sull'1-1. Per "colpa" del Var, che in un colpo solo annulla lo 0-2 di Lukaku e concede allo Slavia il rigore del momentaneo pareggio. Il contatto in area tra de Vrj e Olayinka ricorda quello tra Sensi e Arthur a Barcellona sullo 0-1 per l'Inter: classico esempio di "due pesi e due misure". Ma il tema arbitrale fa discutere solo quando non si vince e non è questo il caso. 

Stavolta gli uomini di Conte sono più forti di tutto e di tutti, anche di pali e traverse. Rispetto al pareggio dell'andata a Milano (l'unico appuntamento "toppato" della stagione), la squadra nerazzurra ha fatto passi da gigante. Specialmente la coppia d'attacco formata da Lukaku e Lautaro. Il belga, oltre ai due gol annullati, segna la sua prima rete europea con la maglia dell'Inter (tagliando il traguardo dei 250 gol in carriera) e serve due assist per l'argentino. A bersaglio per la quarta volta di fila in Champions, come in passato era riuscito soltanto a Vieri, Crespo ed Eto'o. Le due punte si cercano e si trovano alla perfezione grazie a un'intesa in crescita costante. 

Una vittoria così netta mette d'accordo (quasi) tutti. Ai telespettatori non è sfuggita la chiara differenza tra l'esaltazione della premiata ditta Lukaku-Lautaro celebrata da Adani in cronaca diretta ("Un armadio che dribbla e il Toro, uno per l'altro!") e l'invito alla calma di Capello nello studio del dopo-gara: "L'allenatore Trpisovsky merita un mazzo di fiori per aver preparato la partita lasciando i propri difensori uno contro uno con i due attaccanti dell'Inter, lo Slavia è la squadra più scarsa del girone". Tutto vero. E quando Capello si lascia andare in un elogio al lavoro di Conte ("Borja Valero è un altro giocatore rispetto all'anno scorso come Candreva, si vede che sono belli magri e con meno massa grassa"), interviene Costacurta per difendere Spalletti: "Anche chi c'era prima curava l'alimentazione e la forma fisica". Va bene così: testa bassa e pedalare