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Primo: non prenderle. La storia del calcio dimostra che le squadre che subiscono pochi gol vanno lontano. Da buon architetto, per costruire il grattacielo che nei suoi progetti dovrà portare in alto l'Inter, Rafa Benitez è partito dalle fondamenta. Domenica a Cagliari c'è stato anche un pizzico di fortuna (perché negarlo?). Basti pensare al tiro a botta sicura di Cossu, che sullo 0-0 ha sfiorato l'incrocio dei pali a Julio Cesar battuto. Poi nella ripresa il portierone brasiliano ha chiuso il lucchetto con un grande doppio intervento su Matri.

Ciò non toglie che la difesa nerazzurra, imperniata sulla coppia centrale Lucio-Samuel, sia un muro difficilmente superabile. Parlano i numeri: solo 3 gol subiti nelle prime sette giornate di campionato. Per trovare un rollino di marcia del genere bisogna tornare indietro nel tempo fino alla stagione 1988/89, quando l'Inter del Trap vinse lo scudetto dei record. In Europa solo il Chelsea di Ancelotti ha fatto meglio, con 2 sole reti incassate in otto gare di Premier. Restando oltre Manica, questa sera c'è da superare l'esame di inglese contro il Tottenham in Champions League. Possibile il recupero-lampo di Cambiasso, un elemento fondamentale in grado di garantire ulteriore protezione ad una difesa già ermetica.