193
Le vie del calciomercato sono infinite. Nel 2018 Eriksen segnò contro l'Inter sia a San Siro, sia a Wembley. Chi l'avrebbe detto che il suo Tottenham sarebbe arrivato in finale di Champions League? In pochissimi. E chi avrebbe scommesso su un suo trasferimento a Milano un anno dopo per 20 milioni di euro? Ancora meno. Eppure è andata proprio così. 

Ieri sera, nel primo dei tre giorni della merla, la Scala del calcio ha accolto l'artista danese. L'asso che può cambiare la storia nerazzurra, già a partire da questa stagione. Sarà un caso, ma subito dopo il suo ingresso in campo è arrivato il gol-vittoria di Barella alla Fiorentina e la qualificazione in semifinale di Coppa Italia contro il Napoli. 

Conte aveva chiesto un centrocampista alla Vidal che si buttasse negli spazi, invece è arrivato un creatore di spazi in grado di mandare in porta i compagni. E finalmente un ottimo battitore di calci piazzati. Un po' come Sneijder nell'estate del 2009, quando Mourinho voleva Deco. La bravura di un allenatore sta anche nello scegliere il sistema di gioco più adatto a esaltare le caratteristiche dei propri calciatori migliori, e non di snaturare gli interpreti in questione obbligandoli ad adattarsi al suo modulo preferito. Infatti con Eriksen il 3-5-2 di Conte si è già trasformato in un 3-4-1-2. 

Il popolo interista è bello perché vario: da una parte ci sono gli inguaribili ottimisti che sognano sempre in grande, dall'altra i pessimisti cosmici che pensano costantemente al peggio. Avanzare delle perplessità su Eriksen è un'impresa ardua, ma non impossibile. Guardando al passato dell'Inter, dove per esempio fallì un grande come Bergkamp, autore di un'illustre carriera prima all'Ajax e poi in Premier League. E pure al passato di Eriksen, che in Olanda, in Inghilterra e in nazionale ha praticamente sempre giocato con due ali offensive: ruolo scoperto nell'Inter di oggi. Alzi la mano chi un anno fa si aspettava di vedere Eriksen in maglia nerazzurra. E chi ora crede che possa rivelarsi una delusione in Italia. Io no, ma nulla è impossibile per la pazza Inter