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"Mi auguro che ci sia sempre onestà intellettuale da parte di tutti". Antonio Conte non accetta ben volentieri i pronostici di chi vede l'Inter favorita per lo scudetto. Purtroppo i fatti sembrano dargli ragione, infatti la sua squadra è partita col freno a mano tirato in questa stagione. Nelle ultime otto partite giocate è arrivata una sola vittoria (il 24 ottobre a Genova), cinque pareggi e due sconfitte nel derby col Milan e a Madrid. 

Domenica a San Siro arriva il Torino di Giampaolo, mercoledì sera tocca al Real. Che non se la passa tanto meglio: oggi ha fatto 1-1 sul campo del Villarreal, dove è arrivato il secondo pareggio con tre vittorie e altrettante sconfitte nelle ultime otto gare giocate. Zidane ha lasciato in panchina Marcelo e non ha potuto schierare gli indisponibili Sergio Ramos, Militao, Casemiro, Valverde, Jovic e Benzema. Inutile girarci attorno: è una sfida decisiva per sperare di superare il girone di Champions League.

Qualificarsi agli ottavi di finale sarebbe un traguardo fondamentale per le casse del club anche in vista del mercato di gennaio, quando l'input della proprietà cinese sarà quello di vendere prima di compare. In questi casi bisogna fare di necessità virtù. La coperta è corta in attacco e lunga a centrocampo, dove (oltre all'esubero Vecino) il principale indiziato a essere sacrificato in uscita è Eriksen. Ormai è sotto gli occhi di tutti che il nazionale danese ex Ajax e Tottenham sia un pesce fuor d'acqua nel 3-5-2 di Conte. 

Tornando alle sue parole, l'onestà intellettuale venne già chiesta a suo tempo (seppur con motivazioni e modi diversi) da un certo José Mourinho. Marzo 2009: l'Inter pareggia in rimonta con la Roma e l'allenatore portoghese risponde per le rime alle polemiche per il rigore di Balotelli che aveva riaperto la partita prima del 3-3 segnato da Crespo. In conferenza stampa lo Special One si rende protagonista di una perfetta transizione, un po' come quelle che ama vedere fare in campo dalle sue squadre. Mourinho non si limita a difendere l'Inter e passa subito al contrattacco: "A me piace l'onestà intellettuale e non la prostituzione intellettuale. Negli ultimi giorni hanno fatto un grandissimo lavoro per manipolare l'opinione pubblica. Non si è parlato di Roma e Milan, che finiranno la stagione con zero titoli. E della Juve, che ha vinto tanti punti con errori arbitrali. Non voglio partecipare a questo gioco". 

In realtà Mourinho ci sguazzava eccome in polemiche del genere. L'anno dopo centrò il Triplete anche per una vittoria della Sampdoria a Roma con doppietta decisiva di Pazzini, che ha annunciato il suo addio al calcio giocato. La pazza Inter sarà sempre grata al Pazzo. E i tifosi nerazzurri faranno sempre il tifo anche per Mourinho, che ha battuto 2-0 il Manchester City di Guardiola ed è primo in classifica nella Premier League inglese.