580
L'Inter festeggia oggi il suo 113° compleanno godendosi il primo posto in classifica. Il regalo è già arrivato ieri sera a San Siro, dove i nerazzurri di Milano centrano la settima vittoria consecutiva battendo quelli di Bergamo con un solo tiro in porta. Quello di "Milanone" Skriniar, un difensore che decide la sfida tra i due migliori attacchi della Serie A. 

Handanovic prende tutto, mentre Sportiello effettua l'unica parata di testa su un retropassaggio sbagliato di Romero. Dall'altra parte Lukaku spreca un paio di occasioni, ma l'Inter porta a casa i tre punti grazie a una difesa quasi impenetrabile, che ha subito solo 2 gol nelle ultime 9 gare. E con nessun cartellino giallo (fatta eccezione per Conte ammonito per proteste), a dimostrazione che la fase difensiva funziona e la "Pazza Inter" ora è una squadra equilibratissima. 

Conte dice ai suoi calciatori di essere "pessimisti quando attaccano", preparandosi già a cosa fare se perdono palla. Difendersi con una mentalità da provinciale (ieri persino Eriksen si è fatto vedere più per i recuperi e per qualche pallone spazzato in tribuna) può essere un pregio, ma in futuro rischia di diventare un difetto. Dopo il gol di Skriniar, l'allenatore ha inserito un mediano di quantità (Gagliardini) e altri due difensori (Darmian e D'Ambrosio). 
La strategia del "pullman davanti alla porta" è vincente in Italia, ma non in Europa. Conte lo sa e non a caso in Champions, pur perdendo di misura e senza Lukaku, se l'era giocata alla pari a Barcellona e a Madrid. Le due città spagnole dove trionfò Mourinho, che fece catenaccio solo al Camp Nou in 10 contro il Barça di Messi e Guardiola, una delle squadre più forti di sempre. Da allora sono già passati 11 anni, ma nessun altro club italiano ha più vinto un titolo in Europa... 

Intanto l'Inter sale a 62 punti dopo 26 giornate, il miglior bottino dal 2006/2007, la prima stagione dopo Calciopoli. Ora mancano 12 partite alla fine del campionato contro Torino, Sassuolo, Bologna, Cagliari, Napoli, Spezia, Verona, Crotone, Sampdoria, Roma, Juventus e Udinese. Vincendone 10 i nerazzurri avrebbero la certezza aritmetica di vincere il 19° scudetto, anche se Milan o Juve dovessero vincere sempre.