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  • Intermania: Conte si lamentava di Barella, Inzaghi ringrazia per Ranocchia e Gagliardini

    Intermania: Conte si lamentava di Barella, Inzaghi ringrazia per Ranocchia e Gagliardini

    • Cristian Giudici
    Sulla ruota di Milano esce il 46. Come il numero sulla moto del tifoso VIP Valentino Rossi, che quest'anno si è ritirato dalle corse. Come i punti raccolti dall'Inter (campione d'inverno nel girone d'andata in Serie A), che non vuole smettere di correre nemmeno l'anno prossimo. Mercoledì a San Siro contro il Toro è arrivata la settima (stavolta sofferta) vittoria consecutiva in campionato, la sesta senza subire gol. 

    C'è chi non se l'aspettava e c'è chi mente. Perché nessuno poteva immaginare un rendimento del genere la scorsa estate, quando i nerazzurri perdevano i pezzi: prima Conte, poi Eriksen, Hakimi e infine Lukaku. Ha ragione Ausilio: "Poteva ammazzare chiunque, non noi". Lo stesso direttore sportivo ha definito Inzaghi un "architetto di design". Termine azzeccato, visto che qui non si era mai visto un gioco così bello e divertente. 

    Tuttavia i conti si fanno alla fine e resta pericoloso il confronto numerico con Antonio Conte, che iniziò il girone di ritorno con il record di ben 11 successi di fila: un cambio di marcia decisivo per la conquista dello scudetto. Lo stesso obiettivo di Inzaghi, atteso però da un calendario in salita e denso di scontri diretti. Senza dimenticare la piacevolissima "distrazione" degli ottavi di finale in Champions League contro il Liverpool. 

    All'andata del 16 febbraio a San Siro non ci sarà Barella, espulso a Madrid e ancora in attesa del verdetto dell'Uefa sulla squalifica. Proprio il centrocampista italiano era stato citato da Conte dopo la sconfitta in rimonta sul campo del Borussia Dortmund: "Stiamo parlando di calciatori che, a parte Godin, non hanno mai vinto niente. A chi chiediamo di gestire le situazioni difficili? A Barella e a Sensi, che abbiamo preso dal Cagliari e dal Sassuolo?". 
    Skriniar ricorda: "San Siro a parte, lo stadio che mi ha emozionato di più come atmosfera è quello del Borussia Dortmund. Li stavamo massacrando, ma sbagliammo la ripresa e finì 3-2 per loro. Come si arrabbiò Conte...". 

    Sono state dette e scritte tante parole sul paragone tra Antonio Conte e Simone Inzaghi. La principale differenza sta nelle dichiarazioni-messaggio a squadra, dirigenza e società: spesso al veleno da parte dell'allenatore campione d'Italia uscente, quasi sempre al miele da parte dell'attuale tecnico campione d'inverno. Se Conte si lamentava per Barella, Inzaghi ringrazia così due panchinari spesso bersagliati dalle critiche dei tifosi: "Il calciatore che mi ha sorpreso di più è Ranocchia. Senza De Vrij, in due gare che dovevamo vincere contro Napoli e Shakhtar, ha giocato da interista vero. Ma è un discorso che riguarda anche altri. Allenando Gagliardini ho capito perché ha trovato tanto spazio con Spalletti prima e con Conte poi. Quando mi giro in panchina, posso scegliere a occhi chiusi". Musica per le orecchie di Marotta. 
     

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