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Svolta epocale. L'arrivo di Marotta ha praticamente sancito la fine della fase di transizione dopo il passaggio di proprietà a Suning. I cinesi acquistarono l'Inter da Thohir tre anni fa, quando Moratti uscì dall'azionariato del club. Rimanendo però in buoni rapporti con i cinesi, ma ora la situazione è un po' cambiata. L'ex presidente nerazzurro ha fatto capire di non condividere appieno le prime decisioni forti prese da Marotta: preferire Conte al possibile ritorno di Mourinho, escludendo dal progetto Icardi e Nainggolan. 

A dire il vero, in passato Moratti fece delle scelte simili. Nel 1999 prese Lippi e cercò di strappare alla Juve pure Moggi. Tre anni più tardi accettò di perdere il Fenomeno Ronaldo pur di confermare in panchina Cuper dopo il tragico 5 maggio 2002. Fu una delle rare occasioni in cui il presidente-papà non si schierò dalla parte dei suoi amati calciatori. Ai quali è comunque sempre stato vicino, anche e soprattutto nei momenti difficili. 

Basti pensare a Kanu: arrivato dall'Ajax per 8 miliardi di lire nell'estate del 1996, quando le visite mediche gli diagnosticarono una disfunzione cardiaca congenita. L'Inter avrebbe potuto risolvere il contratto per inadempienza del club olandese che non informò del problema, invece Moratti pagò di tasca propria l'intervento chirurgico per la sostituzione della valvola aortica all'attaccante nigeriano, poi tornato in campo all'inizio del 1998. 
Un altro caso è quello di Chivu. Che nell'anno del Triplete, il 6 gennaio 2010, contro il Chievo a Verona si procurò una frattura del cranio in uno scontro di gioco fortuito con Pellissier. Ricoverato in terapia intensiva e operato il giorno stesso, tornò a giocare quasi tre mesi dopo indossando un caschetto protettivo. In seguito Moratti gli prolungò il contratto fino a giugno 2014. 

Ora di sicuro avrebbe fatto lo stesso con Nainggolan. E si è già più volte schierato dalla parte di Icardi ("più forte di Dzeko e Lukaku"), l'ultimo suo colpo di mercato, al quale ha consigliato di affidarsi all'avvocato Nicoletti. Invece la nuova Inter tira dritto per la propria strada, senza guardare in faccia a nessuno. Zhang ha trasformato la gestione del club nerazzurro da famigliare ad aziendale. Il bilancio gli sta già dando ragione, la bacheca ancora no. Ma per tornare a vincere c'è tempo: per il primo scudetto a Moratti sono serviti 11 anni, tre in più rispetto alla grande Inter di suo padre Angelo.