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Grazie a una perla finale di Eriksen l'Inter vince 2-1 in rimonta il derby col Milan e vola in semifinale di Coppa Italia. A San Siro tutti i riflettori sono puntati sullo scontro titanico tra Lukaku e Ibrahimovic, attaccati da gran parte della critica per il brutto esempio dato in campo. Invece sarebbe ora di finirla con questo buonismo. 

Nel calcio c'erano, ci sono e ci saranno sempre dei provocatori alla Zlatan. I "bersagli" a volte fanno finta di niente e subiscono in silenzio, altre cadono nella trappola e reagiscono come Big Rom. L'Italia ha vinto una finale mondiale anche grazie a una provocazione: quella di Materazzi a Zidane il 22 luglio 2006 a Berlino... 

Chi ha giocato a calcio (anche soltanto a livello giovanile, dilettantistico o amatoriale) sa che anche questo fa parte del gioco. Per fortuna, perché anche duelli verbali del genere fanno spettacolo. A patto che non sfocino in violenza o razzismo, sono il sacro fuoco dello sport e contribuiscono a rendere il prodotto più attraente agli occhi del pubblico
I tifosi preferiscono vedere Milan e Inter in testa alla classifica con i bad boys Ibra contro Lukaku oppure ricordare gli anonimi derby pareggiati con gol di Schelotto e Obi, senza dimenticare quello dei capitani Juan Jesus e Montolivo entrati in campo muniti di pala per piantare un ulivo della pace benedetto da Papa Francesco? La risposta è scontata. 

Parlando di calcio giocato, la squadra di Conte ha dato un'altra prova di forza dominando sul campo. Martedì sera il Milan sembrava il Foggia, un po' come la Juve aveva fatto la figura dell'Ascoli. Ultimo in classifica in Serie B, una categoria che non è nel Dna dell'Inter. Ovviamente anche queste sono provocazioni belle e buone. I bianconeri settimana prossima in Coppa Italia e i rossoneri tra un mesetto in campionato daranno del filo da torcere ai nerazzurri. Almeno su questo possiamo essere tutti d'accordo.