178
TIC TAC. A meno di un mese dall'inizio del campionato, l'Inter non ha ancora risolto i 'casi' Icardi e Mancini. Come era facilmente prevedibile, all'allenatore non è bastato il faccia a faccia con Thohir. Paradossalmente, col nuovo assetto societario, il presidente 'conta' meno dell'ex presidente. Infatti Moratti è uscito di scena a livello di quote, ma i suoi consigli vengono tenuti ancora in considerazione da Suning. Per sciogliere, in un senso o nell'altro, il nodo legato al futuro di Mancini bisogna aspettare il confronto a New York con Zhang Jindong o comunque con gli uomini di fiducia del patron cinese. 

TOC TOC - Intanto diversi club bussano alla porta dell'Inter per Icardi. Dopo Juventus, Atletico Madrid e Arsenal ora è il turno del Napoli, alla disperata ricerca di un degno erede del 'traditore' bianconero Higuain. Finora i dirigenti nerazzurri hanno respinto tutte le offerte e anche i tentativi di Wanda Nara di ottenere un nuovo contratto più ricco, ma la sensazione è che alla fine dovranno cedere a una di queste due soluzioni. Il problema non è solo di prezzo (almeno 50 milioni), ma anche e soprattutto di immagine. Suning può permettersi di presentarsi ai tifosi cedendo il bomber capitano a una diretta concorrente per la Champions? Dipende da chi arriverebbe al suo posto in caso di addio. Ad esempio rimpiazzare Icardi con Dzeko sarebbe un clamoroso autogol, oltre che un preoccupante passo indietro. Prendere un trentenne in fase calante e perdere un asso classe '93 'sputtanerebbe' la politica annunciata ai quattro venti da Suning di voler puntare sui giovani talenti. Non succederà. Diverso se al posto di Icardi dovesse arrivare uno tra i vari Cavani, Aubameyang, Morata e Gabigol
@CriGiudici