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Nel calcio di oggi non ci sono più giocatori "incedibili", a maggior ragione in un club alle prese con una complicata situazione debitoria come l'Inter. Che però ha già perso tre pezzi pregiati del calibro di Conte, Hakimi e (almeno per ora) Eriksen: il primo per sua scelta, il secondo per motivi di bilancio e il terzo per colpa del destino. 

Al loro posto sono arrivati Simone Inzaghi e Calhanoglu: senza nulla togliere a entrambi, non sono la stessa cosa. Passo indietro anche sulla fascia destra, a prescindere da chi arriverà tra Nandez, Dumfries e Bellerin. Invece ci stanno tutti i passaggi di consegne da Young e Dimarco sulla corsia mancina e da Padelli a Cordaz nel ruolo di terzo portiere. 

La campagna d'indebolimento estiva dei nerazzurri può e deve finire qui, nonostante il pressing del Chelsea su Lukaku e dell'Atletico Madrid su Lautaro. Quest'ultimo (in scadenza di contratto a giugno 2023) è il principale candidato a diventare il prossimo sacrificio sull'altare del bilancio, ma l'anno prossimo. Ora la squadra ha bisogno del Toro per inseguire la seconda stella.