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Milan di nome, con l'Inter nel cuore: Skriniar ha il sangue nerazzurro nelle vene. I tifosi lo sanno e l'avevano capito subito, sin dai tempi del suo arrivo dalla Sampdoria. Era l'estate del 2017, cinque anni fa. Da allora sono cambiati tre allenatori: Spalletti, Conte e Inzaghi. Ma, a parte una parentesi nella seconda parte della stagione 2019/2020 dopo il lockdown quando perse il posto da titolare a favore di Godin, lo slovacco è sempre stato una colonna portante della difesa: prima a 4 e poi a 3. 215 presenze non si dimenticano tanto facilmente. Così come gli interisti ricorderanno sempre la scelta di abbandonare il suo agente per agevolare il rinnovo del contratto nel 2019. 

Un anno fa di questi tempi Lukaku stava definendo il suo trasferimento al Chelsea. Una cessione per 115 milioni di euro che ha fatto molto comodo alla casse del club nerazzurro, ma dietro c'era innanzitutto la ferma volontà del calciatore di tornare in Premier League, anche per guadagnare più soldi. Ora il gigante belga si è fatto perdonare, facendo di tutto per tornare a Milano, ma non bisogna dimenticare che sarà comunque il giocatore più pagato della Serie A. 
Invece Skriniar non ha mai spinto per andare via. Si è accordato con il PSG per un ingaggio da 9 milioni di euro netti a stagione, ma solo dopo che i dirigenti lo hanno informato della trattativa. Se non dovesse andare in porto, è normale che poi il difensore slovacco voglia un aumento di stipendio per prolungare il contratto in scadenza a giugno 2023. Ora prende 3 milioni a stagione: chiedere il doppio è un giusto compromesso e non sarebbe un rinnovo a peso d'oro. A un mese dalla chiusura del mercato il suo futuro è ancora in dubbio, ma una cosa è certa: nessuno riuscirà a far passare Skriniar come un mercenario.