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Beffa finale. Rodrygo al 90° minuto decreta la sconfitta dell'Inter. Il giovane attaccante brasiliano aveva già segnato ai nerazzurri in entrambi i precedenti dell'anno scorso, tutti vinti dal Real Madrid. Rispetto all'ultimo scontro diretto a San Siro, stavolta i nerazzurri giocano molto meglio. Una buona notizia per Simone Inzaghi, anche se dovrà convivere col costante confronto con Antonio Conte, che in tv usa ancora il "noi" parlando di Inter. Fare peggio di lui in Champions League è quasi impossibile, ma sarà molto complicato eguagliarlo in Serie A. Al nuovo allenatore bisogna riconoscere di avere una squadra meno forte, nonostante l'ottimo lavoro svolto sul mercato dalla dirigenza, che ha dovuto fare i conti con il ridimensionamento dettato dalla proprietà. 

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Lukaku (fischiato dai tifosi mentre sul maxischermo scorrevano le immagini del suo gol in Chelsea-Zenit) e Hakimi sono insostituibili. La loro mancanza si sente specialmente in grande partite come quella di ieri sera, quando sarebbero stati devastanti i loro strappi nelle ripartenze. Senza nulla togliere a Dumfries e Dzeko, non c'è paragone. Non a caso questi ultimi due sono stati pagati 12,5 milioni di euro contro i 175 milioni incassati dalle cessioni dei due assi. 

Forse sarebbe stato meglio schierare Correa dietro a Lautaro. In ogni caso, quando è entrato, l'argentino ex Lazio non ha inciso. Ma lo stesso discorso vale per tutti gli altri cambi: Dumfries, Dimarco, Vidal e Vecino. I migliori in campo sono stati Brozovic e Skriniar, invece non hanno convinto i nuovi acquisti. Compreso Calhanoglu che, dopo un ottimo esordio con gol al Genoa, ha confermato i suoi problemi di discontinuità contro Verona, Sampdoria e Real Madrid. I tifosi milanisti "godono" e si godono il "loro" (è in prestito biennale e quindi ancora di proprietà del Real Madrid) nuovo numero 10: Brahim Diaz, in gol anche ieri a Liverpool.