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Eppur si muove. Il mercato estivo dell'Inter presenta ancora diverse incognite, ma è già più avanti rispetto all'anno scorso. Quando, dopo aver vinto lo scudetto, Antonio Conte lasciò la panchina che in questi giorni era ancora vuota. Poi, dopo aver incassato il no (grazie!) di Allegri che preferì tornare alla Juve, Marotta strappò Simone Inzaghi alla Lazio. Una scelta che, almeno finora, si è rivelata azzeccatissima. Più per il bel gioco apprezzato a San Siro che per le due finali vinta contro i bianconeri. 

Dodici mesi fa i nerazzurri avevano già pianificato la cessione di Hakimi al PSG, ma non immaginavano ancora di perdere anche Lukaku. Il quale ha poi chiesto e ottenuto di essere ceduto al Chelsea, dove ora è prigioniero di un contratto dorato fino a giugno 2026. Big Rom vuole tornare a Milano a ogni costo e per farlo è disposto a rinunciare a un bel po' di soldi. Questa stagione gli è servita da lezione: lasciare la Serie A per la Premier League non è sempre una scelta corretta. 
Diverso il discorso per Perisic, che non aveva mai giocato in Inghilterra. L'Inter ha cercato di convincerlo a restare, ma muovendosi forse con troppa calma e senza fare follie per un calciatore di 33 anni. Anche perché a gennaio aveva effettuato un investimento importante per un calciatore del suo stesso ruolo come Gosens. Nel caso del croato, il punto è un altro: Conte ha "scippato" a parametro zero un giocatore della squadra che ha allenato. Niente di irregolare, ma si tratta di una mossa stonata ripensando ad alcune sue dichiarazioni rilasciate in passato: "Sarò interista anche quando andrò via". Giusto per fare un esempio, quando approdò sulla panchina del Liverpool, Klopp promise che non avrebbe mai preso un calciatore del Borussia Dortmund: detto, fatto. Altro stile, altra classe.