Happy ending. Il derby si decide nel recupero, come l'anno scorso e ancora l'anno prima. Dopo i 2-2 firmati da Perisic e Zapata, è il solito Icardi a sancire il successo dell'Inter. A dodici mesi di distanza dalla tripletta con rigore del 3-2 al novantesimo, stavolta il capitano nerazzurro piazza il colpo di testa vincente al minuto 92, sfruttando un'uscita a vuoto di Dommarumma. 

L'erroraccio del portiere rossonero fa sì che le critiche per il poco coraggio riguardino solo Gattuso e non Spalletti. Il quale parla giustamente di successo meritato, perché la sua squadra ha giocato meglio (non si ricordano parate di Handanovic). Ma, in caso di 0-0, l'allenatore sarebbe stato criticato per non aver fatto giocare Lautaro Martinez. 
Dal punto di vista tattico, più che un derby, sembrava una delle tante partite che l'Inter gioca in casa contro le squadre provinciali. Che vengono a San Siro pensando soprattutto a non prenderle. Come loro, il Milan (eppure vedrete che lotterà fino all'ultimo per il quarto posto utile alla qualificazione in Champions League) ha lasciato l'iniziativa e il pallino del gioco in mano ai padroni di casa, difendendosi ordinatamente con dieci uomini dietro la linea del pallone e aspettando un errore degli avversari per poi provare a ripartire in contropiede. 

Cosa che probabilmente l'Inter farà mercoledì sera in Champions League (forse più per la forza del Barcellona che per scelta) al Camp Nou, dove (fatte le debite proporzioni) l'assenza per infortunio di Nainggolan si farà sentire come quella di Messi dall'altra parte per il tipo di partita (in sofferenza) che aspetta i nerazzurri. Poi attesi dal posticipo di lunedì prossimo a Roma contro la Lazio e nel frattempo risaliti al terzo posto in classifica, ma che non vogliono saperne di essere definiti l'anti-Juve. Ora i bianconeri sono a +6: peccato per quei punti persi a inizio campionato con Sassuolo, Torino e Parma...