"I cinesi sono tutti uguali". Questo luogo comune, vagamente razzista, non trova conferme nella Milano del calcio. La famiglia Zhang, azionista di maggioranza dell'Inter, ha un'azienda imponente come Suning, garanzia di serietà e solidità. 

Il presidente del Milan, Yonghong Li è una figura avvolta nel mistero e con una serie di punti interrogativi ancora senza riposta. Lunedì sera su Rai Tre va in onda Report, che cerca di fare luce sull'operazione con cui un anno fa l'uomo d'affari asiatico ha comprato il club rossonero da Silvio Berlusconi. Proprio il grande ex presidente viene accusato dai tifosi di aver fatto cassa sulla loro pelle, sbolognando la società al primo arrivato e non "in mani sicure" come aveva promesso. Il no dell'Uefa, con la possibile esclusione dalle coppe europee, causa un incalcolabile danno d'immagine al Milan, dal punto di vista economico ma soprattutto sotto l'aspetto dell'immagine a livello mondiale. 

Qualche interista se la ride sotto i baffi ripensando allo scorso mercato estivo, quando i cugini si esaltavano per la loro faraonica campagna acquisti da oltre 200 milioni di euro e prendevano in giro l'hashtag #InterIsComing. A meno di un anno di distanza, i nerazzurri hanno centrato l'obiettivo di tornare in Champions League (#InterIsHere), mentre (purtroppo) i rossoneri navigano in cattive acque. In questi casi la solidarietà fra tifosi prevale sugli sfottò tipici della rivalità cittadina: è un peccato vedere il Milan messo così male. 

Se l'Inter sta meglio è anche merito di Massimo Moratti. Il presidente del Triplete ha vinto meno e speso più di Berlusconi, ma gli errori che ha commesso sono stati tutti per (troppo?) amore. Al contrario di Silvio, Moratti ha sempre posto gli interessi dei colori nerazzurri davanti a quelli personali. Anche quando si è fatto da parte, vendendo la società a prezzo di saldo. Thohir ne ha furbamente approfittato per guadagnarci, ma adesso l'Inter ha alle spalle una proprietà solida. Altrettanto non si può dire per l'altra sponda del Naviglio. Comunque tranquillizziamo i cugini rossoneri più pessimisti: il Milan non fallirà. Al massimo il fondo Elliott rileverà il club da Yonghong Li, gestendo una fase di transizione in attesa di nuovi (o vecchi) proprietari. 

@CriGiudici