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L'Inter non è mai retrocessa in Italia, ma in Europa sì. Per il secondo anno di fila i nerazzurri non hanno superato il girone di Champions. E' vero che tutte le competizioni devono essere onorate al massimo e che sono sempre importanti per costruire una mentalità vincente, ma c'è poco da girarci intorno: l'Europa League è una coppa di serie B. 

Vedere l'Inter giocare (e vincere grazie al primo gol di Eriksen e al rigore di Lukaku) in Bulgaria a Razgrad sul campo del Ludogorets lascia un certo senso di tristezza. Specialmente pensando alla sera prima, quando a San Siro l'Atalanta di Gasperini ha vissuto una notte magica calando il poker col Valencia. La consolazione era arrivata 24 ore prima da Dortmund, dove Icardi è rimasto seduto in panchina a vedere il nuovo astro nascenta Haaland vincere la sfida del gol contro Neymar e Mbappé. 

Entrambi gli ex non lasciano indifferenti i tifosi nerazzurri. Gasperini ha tutti contro perché non perde mai occasione di parlare male della propria esperienza milanese, dove non ha vinto nessuna delle cinque partite in cui ha allenato. Invece con Icardi c'è un contrastante sentimento di odio-amore. L'attaccante argentino finora non ha sputato nel piatto dove ha mangiato. Ed è impossibile dimenticare i suoi 124 gol segnati con la maglia dell'Inter. Il discorso cambierebbe in un solo caso: se in questa Champions League il PSG o l'Atalanta affrontassero la Juve, tutti gli interisti tiferebbero per Icardi e Gasperini.