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Caduta fatale. L'Inter perde il recupero a Bologna e resta due punti dietro al Milan primo in classifica a quattro giornate dalla fine del campionato. La "papera" di Radu scuce lo scudetto dalle maglie nerazzurre e lo regala ai cugini rossoneri, che ora possono permettersi di pareggiare una delle ultime partite e restare comunque in testa grazie al vantaggio negli scontri diretti. 

Dopo il derby di Coppa Italia di settimana scorsa a San Siro, in questa rubrica avevamo evidenziato la differente "fame" mostrata in campo dalle due squadre. Aggiungendo però che la lezione sarebbe servita ai giovani milanisti, che infatti hanno giocato un partitone domenica sera in casa della Lazio. La zampata di Tonali sembra quella decisiva per il tricolore. 

Peccato, ma ora non bisogna commettere il solito errore da "italiano medio". Così come Roberto Mancini ha detto di voler più bene agli Azzurri eliminati dal Mondiale in Qatar per mano della Macedonia dopo aver vinto l'Europeo a Wembley, allo stesso modo i veri interisti amano ancora questo gruppo campione d'Italia. D'altronde come si fa a non voler bene a Dumfries (a sua volta abbracciato da D'Ambrosio a Empoli nel momento di difficoltà), che protegge il povero Radu dalle telecamere al rientro negli spogliatoi a fine partita? Comunque vada a finire questa stagione, Simone Inzaghi e la squadra meritano applausi. Perché non si può e non si deve dimenticare com'era iniziata nella scorsa estate. Quando i problemi finanziari della proprietà causarono le partenze di Conte, Hakimi e Lukaku (senza dimenticare il caso Eriksen). 

Poi i dirigenti, il nuovo allenatore e la squadra sono stati talmente bravi da far nascere la prima delle favole inventate quest'anno: quella dell'Inter da subito favoritissima per vincere lo scudetto. Dopodiché ne sono nate altre, come quella della trasferta non giocata a Bologna che avrebbe favorito i nerazzurri e infine quella del calendario più agevole per l'Inter, che invece ha ancora due trasferte insidiose contro Udinese e Cagliari. Senza dimenticare la Roma di Mourinho che si sarebbe "scansata" a San Siro e il Bologna di Mihajlovic che avrebbe giocato alla morte soltanto con Milan e Juve. E tralasciando quella secondo la quale la squadra di Inzaghi giocherebbe un calcio degli Anni '60... 

La dura realtà è che, quando manca così poco alla fine, il calendario conta poco. L'importante è essere davanti in classifica, avere carica mentale e benzina nelle gambe. Insomma tutto pende dalla parte del Milan e solo i rossoneri possono perdere questo scudetto al termine di un campionato bello, divertente ed entusiasmante. Inter e Milan sono protagoniste di un duello spettacolare, paragonabile (fatte le debite proporzioni sugli investimenti per costruire le squadre) a quello della semifinale tra Manchester City e Real Madrid in Champions League