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Passaggio di consegne: in Roma-Inter si sono viste una squadra dal grande futuro e una dal grande passato. Sostituendo Pazzini con Poli nell'intervallo, Ranieri ha alzato bandiera bianca. Sneijder non è l'origine di tutti i mali e il 4-4-2 non può fare miracoli. I nerazzurri sono apparsi impotenti di fronte alla freschezza, alla voglia di vincere e all'organizzazione di gioco dei ragazzi di Luis Enrique. Difficile stabilire con esattezza il confine tra dove inizino i demeriti degli uni e finiscano i meriti degli altri.

I giovani interessanti ci sono da entrambe le parti, ma la Roma ha un progetto tecnico ben definito, mentre l'Inter sembra ancora in preda all'improvvisazione come dimostrano gli ultimi arrivi di Palombo e Guarin, infortunato e inutilizzabile in Champions. Inutile prendersela con i giocatori, che anzi fino al derby sono andati oltre i propri limiti. Forse Moratti dovrebbe iniziare a riflettere seriamente sulla posizione di chi gestisce il mercato: sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.
E mannaggia quel Pjanic...