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Calciopoli non conosce la crisi del settimo anno. Il tempo passa, ma lo scandalo scoppiato nel 2006 è sempre d'attualità. In Italia c'è la brutta abitudine di trasformare i colpevoli in vittime, ma non in questo caso. Infatti le motivazioni della sentenza di secondo grado al processo penale di Napoli hanno confermato l'accusa di associazione a delinquere per l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi (condannato a due anni e 4 mesi) che aveva un ruolo molto influente in ambito federale, con i designatori e gli arbitri. Anzi, il 'sistema Moggi' esisteva e operava almeno dalla stagione 1999/2000: 7 campionati come i Tour de France 'vinti' da Lance Amstrong. 

MORATTI - Il presidente onorario dell'Inter, Massimo Moratti ha commentato: "E' stata definitivamente acclarata la colpevolezza delle persone che hanno creato quella situazione, quel mondo, quell'organizzazione e dato che è un qualcosa che secondo me è entrata nella storia dell'Inter mentre operavano, non dopo, dà l'idea delle difficoltà che l'Inter ha trovato in quegli anni e quindi finalmente di aver chiarito i dubbi chiarissimi che tutti avevamo a quel tempo e che adesso si sono risolti con la verità. Credo che per gli interisti sia qualcosa di decisamente importante che ormai fa parte del passato, ma che fa parte della storia, del carattere, delle motivazioni per cui uno è interista ed è bene che di questo l'Inter ne faccia tesoro". 

MAROTTA - L'amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta ha dichiarato: "Nel 2006 io era direttore alla Sampdoria. Dopo Calciopoli il brand Juve era molto calato, certi sponsor ci avevano abbandonato anche per ragioni di statuto interno che impediva loro legami con società coinvolte in vicende giudiziarie. Poi c'è stata la risalita, culminata nella costruzione del nuovo stadio e la conquista di risultati sportivi che hanno dato un appeal nuovo. Un passaggio chiave è stato l'arrivo del presidente Andrea Agnelli nel segno della storia e della continuità, tutto questo ha ricollocato in alto il valore del brand fino all'accordo con l’Adidas. Per noi della Juve il modello ideale perseguibile è quello di una società d'intrattenimento, che punti all'equilibrio economico finanziario".