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E' curioso che il club - il Borussia Dortmund - che ha recentemente puntato sul miglior giovane attaccante in Europa  (Haaland) abbia lasciato andare con grande (eccessiva?) disinvoltura un giocatore col talento e i numeri di Alexander Isak. La seconda metà della scorsa stagione e i 13 gol in 18 partite in Eredivisie con la maglia del Willem II necessitava una verifica a livelli più alti e soprattutto le prime settimane del 2020 tra le fila della Real Sociedad stanno confermando l'enorme potenziale di questo ragazzo, tanto da aver scomodato paragoni troppo frettolosi col connazionale Ibrahimovic. E che hanno scatenato su di lui nuovi e sempre più insistenti rumors di mercato.

LA CLAUSOLA - Isak e il suo entourage non potevano scegliere una società migliore e un campionato più idoneo di quello spagnolo per ritrovarsi e far emergere tutte le sue qualità. Theo Hernandez, Illarramendi, Mikel Merino, Januzaj e Odegaard, per citare solo alcuni dei giocatori che più o meno recentemente hanno rilanciato giocatori talenti grezzi o parzialmente inesplosi. Il centravanti svedese classe 1999 è soltanto l'ultima intuizione della società basca, che lo ha acquistato per soli 6,5 milioni di euro dal Borussia Dortmund, che ne aveva spesi due in più per soffiarlo all'AIK Solna e alla concorrenza nel 2017 quando non aveva ancora compiuto la maggiore età. Quello stesso Borussia che vanta una clausola di riacquisto a 30 milioni - esercitabile dall'estate 2021 e valida fino al 2024 - qualora decidesse di tornare sui propri passi.
PROFILO DA MILAN - Ma in situazioni come queste conta principalmente la volontà del calciatore e Isak, che da metà dicembre ad oggi ha messo la freccia, con 12 gol segnati (3 dei quali a Barcellona e Real Madrid), ha manifestato chiaramente le sue intenzioni: "Dortmund appartiene al passato, ora penso solo a fare bene con la Real Sociedad", ha dichiarato ad Aftonbladet. Parole raccolte favorevolmente dal club spagnolo, che si è messo al lavoro per blindare il suo gioiello e provare a spegnere sul nascere ogni voce di mercato. Un profilo come quello di Isak è seguito infatti da molte squadre in Europa, in primis da chi per politica vuole puntare su talenti in crescita da far definitivamente esplodere, anche in una logica di player trading e di plusvalenze da generare per il bilancio. Come il Milan targato Elliott, che sta seriamente considerando di accelerare questa linea operativa con l'ingaggio di un allenatore-manager come il tedesco Ralf Rangnick, che nella sua esperienza da coordinatore tecnico delle squadre della galassia Red Bull (Salisburgo e Lipsia su tutte) ha portato avanti questa strategia.