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Sciolti gli ultimi dubbi: sarà l'Austria la rivale dell'Italia agli ottavi di Euro 2020. Con il successo contro l'Ucraina, la squadra di Franco Foda si è presa il secondo posto del gruppo C alle spalle dell'Olanda e il primo storico accesso alla fase a eliminazione diretta di un campionato europeo (alla terza partecipazione). Una piccola impresa, se si considera la storia avara di soddisfazioni e piazzamenti di spicco (solo la finale olimpica di Berlino 1936 e il terzo posto nel Mondiale del 1954), arrivata non senza fatica.

CAMMINO AL GIRONE - Sei punti in tre partite, arrivati con la Macedonia del Nord all'esordio (3-1) e nello scontro diretto finale con l'Ucraina: 1-0, un risultato che poteva essere più largo non tanto per il gioco degli austriaci quanto più per le sbandate della squadra di Shevchenko, completamente fuori partita. E i numeri certificano le fatiche dell'Austria nel girone: 4 i gol realizzati, 3 quelli subiti (a quello concesso a Pandev si aggiungono le reti di Depay e Dumfries contro l'Olanda). Foda, che in carriera da allenatore ha già affrontato Mancini (Lazio-Sturm Graz nel 2001/02, 3-1 in favore dei biancocelesti di Mancini) ha un suo modulo di riferimento, il 3-5-2 adottato nelle prime due giornate del girone, ma sa anche cambiare: lo dimostra la scelta di utilizzare il 4-2-3-1 per bloccare le iniziative degli ucraini e limitare al minimo i pericoli alla porta di Bachmann. Missione compiuta.
I SINGOLI - L'impronta della squadra è fortemente tedesca, se si considera l'ampio numero di giocatori militanti in Bundesliga. O che l'hanno appena lasciata per il Real Madrid, come il leader assoluto David Alaba: centrale di difesa contro Macedonia del Nord e Olanda, terzino contro l'Ucraina, si è confermato la prima fonte di gioco austriaca per iniziare la manovra da dietro. Lainer e Laimer hanno dato buone risposte, così come i 'vecchi' Hinteregger e Sabitzer, cresciuto Grillitsch che si è imposto tra i migliori con l'Ucraina. Gli occhi, però sono puntati su Marko Arnautovic. Buona la prima con gol dalla panchina per l'ex Inter, poi la squalifica per insulti che lo ha tenuto fuori dalla sfida con l'Olanda, e un rientro positivo ma non eccellente nell'ultima del girone. Cerca il riscatto, anche per preparare al meglio il possibile ritorno in Serie A (c'è il Bologna). Infine, attenzione a Christoph Baumgartner. Il baby prodigio dell'Hoffenheim era uno dei giocatori che destavano più curiosità e non ha tradito le aspettative, tagliando anche un traguardo personale contro l'Ucraina: a 21 anni e 324 giorni, è diventato il più giovane marcatore di questo Europeo (battuto poche ore dopo da Mikkel Damsgaard della Danimarca) e il più giovane marcatore della storia dell'Austria in un campionato europeo. La botta e i giramenti di testa che lo hanno costretto a lasciare anzitempo la sfida con l'Ucraina non preoccupano, vuole continuare a stupire anche contro l'Italia.