Il giocatore della Nazionale Italiana Leonardo Bonucci ha parlato in conferenza stampa nel ritiro di Coverciano, in vista della gara di Nations League in programma domenica a Chorzow contro la Polonia.
Le dichiarazioni del calciatore:
 
"Alla Juventus vinco e qui no? Vincere mi piace, perdere fa rosicare. Da quando sono tornato in bianconero sento benessere. Qui serve maggiore concretezza.

Ventura? Credo che sia importante per lui ritrovare una panchina per dimostrare cos'è. Io con lui sono nato, posso solo dire grazie. Dopo la Svezia è stato fatto un gioco al massacro. Sia lui che noi abbiamo delle colpe. Quando ha detto che 'dopo la Spagna non è più stato ct', è un suo pensiero, noi siamo sempre stati a completa disposizione.

Segnano molti difensori? I nostri giovani attaccanti hanno il dovere di fare meglio. Nella storia dell'Italia c'è sempre stata questa tendenza.

Mancini? Mercoledì è venuta fuori una partita interessante a livello tattico e tecnico, abbiamo spinto molto in pressing, come fa Jorginho con Sarri o Bernardeschi alla Juventus. Mancini ci dà più riposo rispetto agli altri ct.

Tridente senza centravanti? Per un difensore sono un problema, sono momenti difficili da leggere. Esperimento positivo.

Difesa che prende gol? Un problema, dobbiamo essere equilibrati. Con l'Ucraina abbiamo preso solamente due tiri in porta.

Rischio retrocessione in Nations League? Dà più valore alla gara di domenica, una sfida difficile da giocare ma che abbiamo l'obbligo di vincere. Retrocedere significherebbe compromettere tante situazioni.

Chiellini parla spesso di appartenenza alla maglia? Nei giovani di oggi non è che non venga capita la pesantezza della maglia, magari viene sofferta. Devono imparare a esprimersi come meglio sanno e fanno nelle società di appartenenza. Quando siamo qui, siamo tutti compagni. Siamo un Paese che vuole tornare a essere orgoglioso della Nazionale come nell'Europeo del 2016.

Derby di Milano? Spero in una grande partita, nel derby tifo Milan.

Nations League? Mi auguro venga apprezzata.
Ci mancano centimetri? Possiamo soffrire sulle palle inattive, con Mancini difendiamo a zona. La cosa positiva è che questi 'nanetti' ti fanno divertire.

Bernardeschi? Federico ha avuto una crescita impressionante lo scorso anno e sta continuando, ha ampi margini di miglioramento. Mi ha impressionato, l'ho lasciato un ragazzo e l'ho ritrovato uomo.

Avverto il problema razzismo dal campo? Discorso molto più ampio rispetto a una semplice curva. Viviamo ogni giorno nel sociale questi problemi, anche di bullismo.

Caso Ronaldo? Io nella settimana insieme l'ho visto sereno, sono vicende personali e non sta a me commentarle.

Zielinski pericolo numero uno? Dobbiamo migliorare la fase tecnica rispetto alla partita d'andata, gli abbiamo dato modo di ripartire. Dobbiamo essere attenti nelle ripartenze. Anche Lewandowski, Piatek e Milik possono fare la differenza.

Ho sentito Szczesny? Abbiamo riso e scherzato nei giorni passati, ora saremo avversari e sarebbe bello prenderlo in giro segnandogli.

Juventus e Portogallo dominano senza di lui, è così potente? Cristiano è un valore aggiunto dentro e fuori dal campo, ti stimola sempre a dare il meglio di te. Vedi un ragazzi di trentatré anni che ha vinto tutto non mollare mai, è soltanto da ammirare.

Qualità della Juventus da trasmettere alla Nazionale? In questo momento in bianconero abbiamo in più l'esperienza e la qualità. Guardi la rosa e dici: 'Difficile lasciare fuori qualche giocatore'. Oggi all'Italia manca questo salto che stiamo iniziando a intravedere.

Calcio italiano? L'ho detto anche pochi giorni fa, abbiamo vissuto un punto zero un anno fa. E in un anno non è cambiato nulla, anzi, forse le cose sono peggiorate. Forse con un nuovo Presidente Federale vedremo del buono, lo merita tutto il movimento. Chiederei di dare delle regole ferree al mondo calcistico italiano: siamo al 12 ottobre e la mia Viterbese ancora non ha giocato una partita.

Barella? Gli ho detto di buttarsi perché quella palla incrociata a me piace tantissimo. Lo vedo pronto, mi ha impressionato in questi mesi dove trascina da solo il Cagliari: è un leader, seppur giovane. Gli va dato tempo di sbagliare. Vale lo stesso discorso di Bernardeschi, sarà un pilastro del futuro.