Ci siamo. E’ fatta. Chi l’avrebbe detto? Ma stavolta, vedrai che l’Italia spicca il volo: Conte è Presidente del Consiglio. Questo, il coniglio tirato fuori dal cilindro ormai poco magico di Salvini e Di Maio.  L’ex allenatore di Bari, Juve e Chelsea, non ha avuto bisogno di curriculum con cui presentarsi al Presidente Mattarella. Venti, trenta pagine (magari con qualche corso universitario di troppo, una specializzazione proprio non definita, un’università che non si trova) per dire quel che si è fatto non servono a un uomo capace di risollevare una Juventus decaduta e di dare ben due titoli, in due anni, al Chelsea. Uno che ha fatto bene da noi, come all’ estero, uno conosciuto sul piano internazionale, che anche con la Nazionale non ha sfigurato, anzi. Nessun problema tributario, inoltre: né tasse arretrate, né multe da pagare, né ipoteche sulla casa. 

Salvini, indicando Conte, si è concentrato proprio sull’ interesse nazionale, mentre Di Maio si raccomanda di far giocare tutti, ma proprio tutti, specialmente al Sud. Appena uscito dall’ incontro con Mattarella, Conte ha fatto un discorso puntuale, eppure d’ampio respiro: “Sarò l’allenatore di tutti gli Italiani”, che è un po’ come se un primo ministro incaricato, che di professione fa l’avvocato dicesse: “Sarò l’avvocato di tutti gli italiani.”  O un medico: “Sarò il medico di tutti gli Italiani”. O un becchino: “Sarò il becchino di tutti gli Italiani”. E tutti gli Italiani a toccarsi.

La prima grana però  è scoppiata per il centravanti della Nazionale: Salvini, che è milanista, vorrebbe, in quel ruolo centrale, Blisset. Ora, a parte l’età, non è che Blisset abbia lasciato proprio un bel ricordo. Di Maio, che è “napoletanista” vorrebbe,invece, De Laurentiis. Mattarella si è dichiarato decisamente contrario: siamo stati già buttati fuori dal Mondiale, vogliamo uscire anche dall’ Europa? Questa è la domanda che serpeggia nelle stanze del Quirinale. Salvini ha risposto: ma è proprio questo che vogliamo.

Conte, visti i consigli, ha chiesto rinforzi, perché non si possono fare le nozze con i fichi secchi, ma Di Maio gli ha ricordato che “ qui, oggi, scriviamo la storia”. Però questa era la frase che s’era inventato Conte ogni volta che vinceva con la Juve. Si presentava in conferenza stampa e scriveva la storia. Con forti dubbi su Blisset e De Laurentiis, Conte ha rilanciato: come centravanti vorrebbe Alessio. Alessio chi? Hanno risposto Di Maio e Salvini.