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Antonio Conte ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del primo impegno ufficiale della sua Nazionale che a Oslo affronterà la Norvegia. L'ex allenatore della Juventus ha parlato di Lotito, del caso Chiellini e dell'emozione della sua prima gara ufficiale sulla panchina azzurra.

Sull'esordio ufficiale: "C'è tanta emozione, gioia e felicità per la prima gara di qualificazione. C'è voglia di fare bene, i ragazzi si sono allenati bene".

Sulla squadra che scenderà in campo: "Mi auguro vediate una squadra piena di entusiasmo, che abbia voglia di vincere a prescindere da chi giocherà".

Sulle polemiche in merito a Lotito e Chiellini: "Ho spalle abbastanza larghe visti i miei trascorsi. Non le considero nemmeno polemiche. Per quanto riguarda Lotito, mi è stato spiegato che in qualità di consigliere ha tutto il diritto di seguire la Nazionale. Finché non mi dà fastidio dal punto di vista calcistico, va tutto bene. Ma so che non si permetterebbe mai. Chiellini? Ci servirà da esperienza per gestire meglio la situazione la prossima volta. Io qui sono per unire e non per dividere. Se vogliamo fare qualcosa di importante è l'unione che fa la forza e non la divisione. Giorgio era infortunato, adesso è tornato alla Juve e va bene così. Non avrebbe comunque giocato".

Sull'emozione per il primo impegno ufficiale: "Abbiamo lavorato bene e sono molto contento di questi giorni insieme ai ragazzi. Hanno dato molta disponibilità e hanno recepito abbastanza l'idea di calcio che voglio proporre. Sono convinto che abbiamo intrapreso la strada giusta al di là del risultato".

Sulle differenze tra l'allenare un club e la Nazionale: "Nel club riesci quotidianamente ad avere i giocatori sempre a disposizione e trasferisci la tua idea più facilmente. In Nazionale è un po' più difficile, mi ha facilitato il compito il fatto di avere dei ragazzi che già mi conoscevano. La differenza è che in 9 giorni devi fare il lavoro che di solito fai in un mese".

Sui troppi stranieri: "Bisogna iniziare a pensare qualcosa di serio e fattibile perché poi alle parole devono seguire i fatti. L'importante è che si voglia mettere in pratica delle idee. Ci vogliono i fatti dopo le parole".
Sull'avversario: "E' una squadra ostica, molto corta e molto attenta alla fase difensiva. E' una squadra da prendere con le molle, in Europa e nel mondo bisogna avere grandissimo rispetto per tutti. Non ci aspettiamo niente di facile. Metteranno in campo agonismo, intensità e voglia di vincere. Dovremo fare molta attenzione".

Sulla formazione: "Buffon giocherà in porta. Un po' penso che l'abbiate capita la formazione, inutile girarci intorno"

Sulla vicenda Chiellini e il rischio di avere poca collaborazione con la sua ex Juventus: "Da parte mia ci sarà sempre un passo in avanti nei confronti delle società e degli allenatori. E' giusto che ci sia spirito di collaborazione se vogliamo portare insieme la Nazionale ai livelli che merita. Con la Juve non ci saranno problemi, abbiamo bisogno di tutti quanti".

Sulla polemica tra Marchionne e Montezemolo: "Il mio unico obiettivo è arrivare a vincere. La storia della Ferrari è molto bella, in cui ci sono tantissime vittorie. So che in questi anni sono state fatte cose molto importanti a livello di plusvalenze economiche. Noi ci auguriamo che la Ferrari possa tornare a vincere. Ci auguriamo sempre il meglio, la Ferrari è come la Nazionale".

Sul rapporto con i giocatori: "Non penso che le vittorie possano essere l'unica soluzione per avere credibilità sui giocatori. La credibilità devo guadagnarla ogni giorno, cercando sempre di avere rispetto e pretendendo rispetto. Puoi fare tantissimo, ma basta un giorno per perdere credibilità".

Sulla gestione del gruppo: "Anch'io ho fatto il calciatore e so che ci sono situazioni nel tempo libero in cui ti diverti. Nei discorsi sul tempo libero non sono mai entrato perché non sono dei bambini ma sono uomini. E' inevitabile che in quell'ora e mezza di allenamento pretendi il massimo. Sono una persona che cerca di far rispettare le regole. Se questo significa essere diverso, comincio a preoccuparmi io. Non sono un duro, mi sembra di fare quello che facevano i miei allenatori. La cosa importante comunque è l'idea di calcio e mi interessa che questa idea attragga il calciatore".