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Euro 2000 è rimasto nel cuore degli italiani, nonostante un finale amaro, per quel Golden Gol di Trezeguet che ha dato la spallata finale all'Italia di Dino Zoff dopo il pari di Wiltord all'ultimo minuto. Ma la sfida vinta contro l'Olanda, soffrendo, con l'uomo in meno in campo ma uno in più tra i pali, quel Toldo che quel giorno ha parato qualsiasi cosa. Stefano Fiore fu grande protagonista di quella competizione, con un gol realizzato e una titolarità quasi a sorpresa. E l'ex Parma, Udinese, Lazio e Fiorentina rivive quei momenti con calciomercato.com: "Per me è un ricordo dolce e amaro. Ho giocato da titolare 4 mesi dopo il mio esordio in Nazionale. E, con tutto il rispetto per quella che c'è adesso, giocare in quella Nazionale non era così semplice. Ero già felice di essere tra i convocati, poi Zoff mi ha fatto giocare sempre da titolare, con Del Piero e Totti fuori a turno... voleva dir qualcosa. Per me è stata un'esperienza meravigliosa, qualcosa che mi porto ancora dentro come emozioni positive. Certo, l'epilogo... calcisticamente drammatico. Tutti noi, ancora oggi, ne portiamo ancora i segni, è stata veramente una beffa, a pochi secondi dalla fine eravamo campioni d'Europa, ci è sfuggito di un nonnulla. Grane amarezza, ma fa da contraltare il fatto di aver giocato titolare quegli Europei". 

QUALITA' IN NAZIONALE - "Qualche similitudine c'è con questa nazionale. Devo dire la verità, con tutto il rispetto, c'erano qualità non solo negli attaccanti ma anche in difesa, giocavano Nesta, Cannavaro e Maldini... Era una Nazionale forte, la nostra. Che, però, rispetto a questa arrivò accompagnata dallo scetticismo. Siamo stati bravi a far ricredere tutti dopo la partita con la Turchia, ricordo i quarti e la semifinale con cui avevamo fatto cambiare opinione. Questa forse ci arriva con troppo entusiasmo, le cose buone le abbiamo fatte quando si arriva da sfavoriti. Speriamo che quest'anno tutte le cose belle che si sono viste siano di buon auspicio". 

IL FIORE DI QUESTA NAZIONALE - Chi può essere il Fiore di questa Nazionale, il giocatore che dopo poche presenze in Azzurro può giocare da titolare agli Europei? "Manuel Locatelli, potrebbe essere lui, visto che ha debuttato da poco. Ha fatto una stagione importante, da giocatore vero, cresciuto tantissimo: forse rispetto ad altri potrebbe portare quella freschezza che serve. Ma salvo Bonucci, Chiellini e Verratti, è una Nazionale giovane, si possono considerare quasi tutti esordienti. Mancini ha portato questa grande novità, cioè quella di allargare la Nazionale a tanti e questo ha permesso a gente giovane di crescere molto in fretta e di calarsi in questa realtà con leggerezza". 

FATTORE OLIMPICO - "Sarà quasi ininfluente, per due motivi: il primo perché ovviamente non ci sarà il tutto esaurito e già di per sé questo è un fattore e poi perché ci si è abituati un po' a questa situazione, giocando in stadi semi deserti. Il fattore campo non sarà rivelante, in più l'Olimpico non ti dà quel valore aggiunto che altri stadi ti danno. Hai citato la sfida con l'Olanda, noi non giocavamo solo contro l'Olanda intesa come giocatori, ma dovevamo scartare anche qualche tifosi (ride, ndr). Lo stadio inglese può essere un fattore, l'Olimpico, così com'è, non sarà un valore aggiunto". 

SARRI-LAZIO - "Come profilo mi piace molto, credo che dopo la partesi molto positiva con Simone, c'era secondo me la necessità di cambiare, di dare una sterzata, probabilmente anche sotto l'aspetto del gioco. E' un prospetto assolutamente giusto, ha dimostrato di fare calcio ovunque, facendolo in maniera positiva. Abbiamo tutti negli occhi il suo Napoli, che giocava in maniera meravigliosa, e ha materiale tecnico a disposizione importante". 


GATTUSO-FIORENTINA - "Felice per Rino, è un amico, ma ha dimostrato di essere molto capace in quello che sta facendo. Peccato non aver centrato la Champions col Napoli, in una situazione compromessa da mesi con De Laurentiis; è riuscito a tenere unita la squadra, ha fatto un lavoro splendido quando ha ritrovato i suoi giocatori. Firenze ha bisogno di una personalità così forte attorno alla quale compattarsi: non è mancata la squadra, che non doveva lottare per salvarsi, ma serve entusiasmo. C'è bisogno di un'identità ben precisa. Gli auguro di fare bene". 

ANCORA ITALIA-OLANDA - "Quella partita rimane veramente epica, perché, ti dico la verità, quando la testa vola a quella partita, quando vedo qualche spezzone che viene riproposto... è stata straordinaria, epica, irripetibile. Eravamo tutti frastornati da questo arancio che avevamo intorno e soprattutto dall'Olanda, che era una squadra formidabile che ci stava creando tantissimi problemi in 11 contro 11. All'espulsione di Zambrotta abbiamo pensato 'qua finisce male'. Invece man mano che i minuti passavano vedevamo nelle loro facce il terrore di non farcela e noi abbiamo alimentato le nostre speranze, anche con la fortuna, senza la quale non avremmo potuto compiere quell'impresa. A Totti, sul cucchiaio, non ho detto nulla in particolare, se non dargli del matto, come tutti. Inizialmente quando uno come lui, che ha sempre la battuta pronta, che scherzava continuamente, ci ha detto che avrebbe fatto il cucchiao, tutti abbiamo pensato "ha voglia di scherzare anche in questo momento". Invece, non so se è stato più bravo o più folle a farlo... Essendo andato bene ne è venuta fuori una perla. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se avesse sbagliato... per fortuna nessuno lo scoprirà mai".