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Riprendiamo a pubblichiamo da Corriere.it un pezzo di Aldo Cazzullo sul post Italia-Uruguay: 

"Il delirio di Balotelli sui “neri avanti anni luce” è la ciliegina sulla torta di fango del Mondiale azzurro. L’Italia, e non solo quella del calcio, sembra percorsa da un’ansia da autodenigrazione, dal disprezzo di se stessa. In realtà, non c’è contraddizione tra denunciare la mediocrità della squadra e la circostanza penosa che in due partite non si sia fatto un tiro in porta, e dire che l’arbitro sbagliando a espellere Marchisio e a non espellere Suarez ha falsato la gara, e che dell’orribile Italia-Uruguay resterà nel resto del mondo soprattutto il morso del centravanti (in Brasile non si parla d’altro). Quanto a Prandelli, ha sicuramente commesso molti e gravi errori. Ma, diciamo la verità, le motivazioni della campagna contro di lui - preventiva e postuma - non sono soltanto tecniche. È che in Italia spesso una cattiva persona è più rispettata di una brava persona. La moralità è confusa con il moralismo. Portare la nazionale sui campi sequestrati alla mafia o nell’Emilia del terremoto o ad Auschwitz suscita insofferenza: ma che pensino a tirare calci al pallone! A parlare di codice etico si viene presi per uno che non ha capito come va il mondo. Se poi si osa nominare la parola patria, allora si diventa un mentecatto che non ha capito che lo sport nazionale è fregarli, i compatrioti. Forse aveva ragione quel generale francese che ci conosceva bene e non ci stimava: l’Italia talvolta non è un Paese povero, è un povero Paese".