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Bobo Vieri, ex attaccante della Nazionale, parla dell'Italia di Mancini, finalista a Euro2020, a la Gazzetta dello Sport: "Perché vedevo come giocava e anche che non perdeva mai: tante partite senza perdere, tante. Compresa l’Under 21, ho giocato in Nazionale quasi 15 anni: io lo so che fatica si fa, non solo fisica, anche mentale. Mica solo a Mondiali e Europei: anche nelle qualificazioni, soprattutto in trasferta. Se non perdi mai vuol dire che hai anima. E se non perdi mai giocando a calcio, sei squadra. Una grande squadra". 

LA FINALE - "Li ho visti un po’ cotti nei supplementari, ma gli spagnoli ti fanno girare anche le gambe, non solo la testa. Però quando arrivi in finale devi pensare solo una cosa: va come va. Tutta Italia, e tutti gli italiani nel mondo, oggi guardano la Nazionale: la grandezza non sta nella finale, quella l’abbiamo già vinta. Sta nel percorso fatto per arrivarci. Nella rivoluzione che ha fatto il Mancio. Ognuno ha un suo stile, questo è il suo: giocare con la qualità, per vincere. Ieri ho sentito dire: stavolta abbiamo deciso di difenderci. Ma che scemenza è? Ti difendi se sei costretto a farlo, mai sentito dire in una grande squadra: difendiamoci e vediamo come va. Oggi l’Italia è una grande squadra perché così non vuole giocare, mai. Questa oggi è la nostra storia: venivamo da un disastro, eravamo molto indietro e ora siamo molto avanti. Irriconoscibili". 
BONUCCI E CHIELLINI - "Soprattutto quelli che hanno più esperienza: insieme sono perfetti, non li cambio con nessuna altra coppia in Europa. Grande la sintesi di Mourinho: quei due arrivano da Harvard. La mia sintesi: se al Chiello si potessero mettere due polpacci nuovi, potrebbe giocare fino a cinquant’anni". 

DONNARUMMA - "Se sei già il miglior portiere del mondo, sì: a 22 anni, sì. Gigio è nato per fare il portiere: esattamente come Buffon. E quest’anno lo ha allenato Dida, non a caso per una decina d’anni uno dei migliori portieri del mondo".