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Continuano le polemiche sugli incidenti che hanno caratterizzato martedì scorso l'incontro tra Italia e Serbia. 'Se parliamo delle informazioni che giravano prima della gara, non c'erano i presupposti per anticipare quello che poi è avvenuto a Marassi, mentre quando sono arrivato allo stadio ero sicuro che non si sarebbe giocato o che sarebbe avvenuta un'interruzione della gara - ha dichiarato il noto procuratore Marko Naletilic, ospite ai microfoni di Radio Toscana -. Quanto accaduto a Stojkovic è inaccettabile. Non ci sono motivi che possano giustificare quanto accaduto a Genova, perchè era una gara di qualificazione internazionale per Euro 2012, dal valore troppo importante per tutti e due i Paesi. Una partita del genere era ad alto rischio e forse andava assicurata con maggior polizia, perchè certi timori della vigilia erano fondati'.

'Ho parlato dopo la partita con Krasic e Kuzmanovic: li ho sentiti tristi, delusi, consapevoli che era solo una gara di calcio - ha aggiunto Naletilic -. I giocatori serbi hanno provato ad andare sotto il settore dei loro tifosi, facendo un saluto nazionalista ma senza significati politici, ma la rabbia dei supporters quella sera era implacabile. Ora in Serbia c'è timore, fondato, per le sanzioni che prenderà la Uefa, ma soprattutto ci si preoccupa per il futuro derby fra Partizan Belgrado e Stella Rossa, ad alto rischio'. Naletilic infine ha svelato un retroscena dello scorso mercato di gennaio su un acquisto che poteva rinforzare il club viola. 'La Fiorentina è stata molto vicina a Krasic, ma in quel momento, cioè nell'inverno scorso, la società viola non poté soddisfare le richieste del club russo, pur arrivando ad offrire tredici milioni di euro, mentre la Juventus la scorsa estate, avendo più potere contrattuale, ha preso il giocatore'.