ITALIA-SPAGNA 3-1

ITALIA

MERET 6,5
: nulla può sull'1-0 di Ceballos. Importante, sull'1-1, sulla conclusione di Soler, tempestivo nelle uscite. 

CALABRESI 6: in difficoltà all'inizio, con Dani Ceballos e Oyarzabal, due tra i più attesi, che gravitano dalla sua parte. Spinge poco, ma non fa parte del suo bagaglio tecnico: migliora con l'andare dei minuti. 

MANCINI 7: fatica a impostare, ma sull'uomo c'è sempre. Di testa sono tutte sue, a Mayoral non la fa mai vedere. Qualche lancio sbagliato, ma sul corpo a corpo non ce n'è per nessuno. 

BONIFAZI 6,5: nessuno da marcare, si occupa più dell'impostazione. Insieme al compagno di reparto non soffre mai Borja Mayoral. Esce, sfinito, per crampi.

(Dall'87' BASTONI sv)' 

DIMARCO 7: il più in partita, dall'inizio. Prima un cross non sfruttato da Kean, poi tanta spinta. Costringe Soler a cambiare fascia, con Chiesa mette sempre in difficoltà Aguirregabiria. Dal primo all'ultimo minuto dentro la partita, anche nel momento più duro.

BARELLA 6,5: non chiude Dani Ceballos sulla rete dell'1-0, concedendogli il destro e non accorciando. Si fa perdonare con il cambio di campo da 40 metri che spalanca la strada a Chiesa per il gol del pareggio. Poi, consueto motorino: non sempre preciso, ma inesauribile.

MANDRAGORA 6,5: lì, davanti alla difesa, da schermo. Preciso, mai appariscente, lavora alle spalle di Barella e Pellegrini.

PELLEGRINI 7,5: carbura lentamente. L'uomo con maggiore esperienza della rosa fa giocare gli spagnoli all'inizio, poi decide di prendere per mano i suoi compagni: insieme a Chiesa e Barella suona la carica, silenziosamente, recuperando palloni e impostando nello stretto. Si prende il rigore (attendendo il Var sul dischetto) e lo realizza, chiudendo i giochi.

ZANIOLO 5,5: prima esterno, poi trequartista, poi ancora esterno. Confusionario, mai preciso, corre a vuoto all ricerca del pallone, senza mai trovarlo. Al 30' uno scontro col portiere che ne compromette la gara: prima del 45esimo è costretto a chiedere il cambio. Non è stata la sua partita.
(dal 42' ORSOLINI 6,5: entra per fare l'esterno, nel suo stadio. Sente un po' la partita: tanta voglia di fare, davanti al suo pubblico. Cresce nel finale, chiudendo quasi da terzino, sacrificandosi, e non poco, in fase difensiva).

KEAN 6: non brilla, ma fa tante cose utili. Ci si aspetta la scintilla, si rende utile con il lavoro sporco, quello richiesto a un centravanti. Utile, non scintillante. 
(Dal 60' CUTRONE 6,5: subito nel suo habitat: l'area di rigore. La prima palla buona, tenta il tiro in porta, ribattuto, ha il merito di tenerla viva. Si trasformerà nel gol di Chiesa). 

CHIESA 8: male, fino al 36esimo. Poi, il gol. Che cambia tutto: la gara dell'Italia e la sua. Recupera palloni, diventa quella spina nel fianco che manda in crisi la difesa spagnola, diventa quel Chiesa che il pubblico del Dall'Ara aspettava. E infatti, nel secondo tempo, arriva il gol del 2-1. Lì, col piattone destro, nella stessa porta dove papà Enrico segnò il suo ultimo con la maglia della Nazionale.

ALL. DI BIAGIO 7: malino, fino alla mezz'ora, con una squadra che sembra spaesata, senza identità, con molti che giocavano insieme per la prima volta. Poi, con calma, i suoi ragazzi riemergono: un po' che con le giocate dei singoli, un po' con i suoi cambi. Cutrone è subito decisivo. Bene i due centrali di difesa. E ogni minuto che passa, la squadra diventa sempre più... squadra

SPAGNA

SIMON 5: sbaglia completamente il movimento sul gol di Chiesa, si aspetta il cross lasciando scoperto il suo palo, come il 90% dei portieri. Un errore di valutazione troppo grave, che cambia la partita.

MARTIN AGUIRREGABIRIA 5: bruciato da Chiesa in occasione dell’1-1, sbaglia la posizione sul 2-1. Serata da dimenticare.

VALLEJO 5,5: palla al piede non è sempre pulito, soffre le accelerazioni di Kean ed è poco cattivo nella marcatura su Cutrone, nell’azione che porta al 2-1 azzurro. 

MERE’ 6: meno sbavature del compagno di reparto, prova complessivamente sufficiente.

AARON 6: accompagna di più l’azione rispetto a Martin, con un piede del genere dovrebbe osare di più. Controlla bene Zaniolo, non deve fare gli straordinari su Orsolini.

ZUBELDIA 5,5: uomo d’ordine del 4-1-4-1, fa sempre e solo il compitino, soffrendo tremendamente quando viene preso in mezzo (67’ FORNALS 6: si accende ad intermittenza, ma è propositivo).

SOLER 5: prima a destra, poi a sinistra, non trova una posizione. Si sveglia a inizio ripresa, impegnando Meret, ma nel complesso è un pasticcione. E trattiene Pellegrini regalando agli Azzurrini il rigore che chiude la partita.

CEBALLOS 8:  a Madrid non ha fatto il salto di qualità per colpa di un caratteraccio e di qualche atteggiamento tutt’altro che professionale. Quando decide di collegare la testa ai piedi è secondo a pochi. Il gol è una goduria per gli occhi, le giocate sono da 10 vero. Ragazzi, che meraviglia. NB il Real Madrid l’ha messo in vendita…

FABIAN RUIZ 6: inizia bene, con la consueta qualità, poi s’innervosisce. Esce per infortunio. (46’ MERINO 5: una partita che è lo specchio della sua carriera, da vorrei ma non posso)

OYARZABAL 5: a segno con i grandi, nella sfida di qualificazione a Euro 2020 contro la Svezia, non è un big che fa la differenza. Passeggia per il campo, una camminata sotto le due Torri sarebbe stata più piacevole. Perde per ko tecnico la sfida con Dimarco (85’ RAFA MIR sv).

BORJA MAYORAL 5: partecipa poco al lavoro di costruzione e non vede mai la porta. Si spegne troppo presto. 

DE LA FUENTE 5,5: la sua squadra ha qualità, ma è meno forte di quella di due anni fa e soprattutto manca di leader in grado di gestire la partita. Alla lunga è un limite che viene fuori. La panchina non lo aiuta.