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Cresce l’attesa per Italia-Spagna, la prima semifinale di Euro 2020 che si giocherà a Wembley martedì alle 21. Due Nazionali che, ai nastri di partenza, non partivano di certo favorite per arrivare fino in fondo. Gli azzurri tornavano a disputare una grande competizione dopo cinque anni e la qualificazione al Mondiale 2018 fallita. Mancini ha aperto un nuovo ciclo, dimostrando dal giorno zero che il lavoro del ct lo sa fare benissimo. La Roja, dalla sua, ha vissuto il ciclo di Luis Enrique in maniera abbastanza tortuosa. Tanti dubbi e poche certezze. In Spagna l'ex-Roma è stato criticato molto, anche a causa delle convocazioni con alcune esclusioni di lusso, Sergio Ramos su tutti, ma anche Navas e Canales. Entrambe le squadre condividono un impianto di gioco ben riconoscibile, fondamentale per arrivare tra le prime quattro di questo Europeo, ma anche il problema del gol legato ai rispetti numeri 9, con Immobile e Morata che non convincono.
 
LE DIFFICOLTÀ IN AZZURRO - Ciro Immobile con la maglia della Nazionale è stato spesso criticato a causa del suo rendimento, abbastanza distante rispetto a quello con la Lazio negli ultimi anni. Mancini gli chiede di partecipare alla manovra, di venire incontro ai portatori di palla e di muoversi molto in orizzontale. Lui, invece, si sente più a suo agio ad attaccare la profondità ed essere servito in verticale. Il suo Europeo, fin qui, è da considerare almeno sufficiente anche per via dei risultati della squadra. Due gol segnati nelle prime due partite (il 2 a 0 contro la Turchia e il 3 a 0 contro la Svizzera), una traversa con una stoccata spettacolare contro l’Austria e tanto sacrificio. Dalla Scarpa d’oro 2019-20, però, è lecito aspettarsi qualcosa di più. Immobile fatica a segnare alla prima occasione, ha bisogno di un notevole volume di opportunità: in questo Europeo sta registrando 4 tiri a partita, solo 0.8 però diretti in porta (fonte: SofaScore). Contro la Spagna può essere il suo momento, siglare un gol pesante per portare l’Italia in finale e spegnere definitivamente le critiche nei suoi confronti.
 
AL CENTRO DELLE CRITICHE - Dall’altra parte del duello tra attaccanti, invece, ci sarà Alvaro Morata, un ragazzo che in Italia conosciamo benissimo. In Spagna è finito al centro di critiche anche pesanti, con addirittura minacce di morte dopo la vittoria per 5 a 0 contro la Slovacchia, dove però era rimasto a secco. Anche Morata, come Immobile, ha segnato due reti in questo Europeo: la prima nel pareggio contro la Polonia e la seconda nel sorpasso ai supplementari contro la Croazia, con un autentico golazo. Adesso la situazione intorno a lui sembra più tranquilla, anche grazie alla protezione e alla fiducia che gli ha sempre dato Luis Enrique. L’attaccante della Juventus, a differenza del nostro 9, si è contraddistinto in queste settimane per aver sbagliato diversi gol abbastanza facili. Morata, infatti, è il giocatore che ha mancato più grandi occasioni da rete (6), mentre Immobile è a quota 3. Insomma, sono due attaccanti che con le loro Nazionali faticano nell’operazione che nei club gli riesce meglio.
I PRECEDENTI PREMIANO MORATA - I due si sono sfidati tante volte in Italia ma anche in Nazionale sono diverse le partite che li hanno visti contrapposti. I due match di qualificazione al Mondiale 2018, per esempio, quando la Spagna vinse 3 a 0 il ritorno (doppietta di Isco e gol di Morata subentrato) che costrinse gli azzurri ad andare al nefasto playoff contro la Svezia. La sfida di Euro 2016 con il capolavoro targato Conte: 2 a 0 per l'Italia, con Morata titolare a secco e Immobile rimasto in panchina. Inoltre, anche la finale dell’Europeo U21 del 2013: la Spagna vinse 4 a 2, Immobile segnò ma all’Italia non bastò. Questa volta si troveranno ancora uno contro l'altro e in un palcoscenico più importante. Con la speranza che Ciro possa ripetersi, ma con un risultato finale diverso.