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Fresco di convocazione il giovane centrocampista del Psg Marco Verratti  ha parlato in conferenza stampa a Coverciano.

CONVOCAZIONE - "Il mio obiettivo era entrare nei ventitré: mi sono messo a disposizione, ho dato il massimo e sono contento di partecipare a questa competizione, che rappresenta un sogno per me. Sono sempre stato abituato a pensare al presente: per raggiungere un grande futuro, devi pensare al presente. Mi sono sempre allenato al massimo per non avere rimpianti"

I RIMPROVERI DEL MISTER - "Sono stato abituato a rivedere pochissimi complimenti anche quando facevo belle prestazioni. Siamo giovani, sappiamo noi per primi che dobbiamo migliorare. Accetto di più un mister che mi rimprovera, piuttosto che uno che ti dice sempre bravo, anche quando meriteresti una strigliata. Quando c'è da richiamare, per un giovane è un insegnamento molto importante"

SU IMMOBILE ED INSIGNE - "Queste sono le storie belle del calcio, che fanno felici molti ragazzi. Abbiamo iniziato dalla serie B e dopo due anni ci ritroviamo a fare un Mondiale. Sono due grandi amici e spero che ripeteremo le cose belle che abbiamo già fatto insieme"

SU IBRA - "L'ho sentito due giorni fa: mi diceva di stare tranquillo perché era sicuro che avrei avuto un posto nei ventitré"

IL RUOLO - "Prandelli ha perfettamente ragione, perché un conto è essere solo l'alternativa in un ruolo, un conto è essere disponibile a giocare in più ruoli. Sono tre anni che cambio posizione a centrocampo: nel calcio di oggi devi essere capace di giocare in qualsiasi ruolo"

SERIE A - "È difficile tenere dei giovani in una grande squadra, perché se una potenza come il Dortmund o il Psg vuole un giocatore fa di tutto per comprarlo. È difficile per una squadra italiana fermare il sogno di un ragazzo che può giocare la Champions League e vivere una grande esperienza di vita"

FUTURO - "Sto bene a Parigi e quando sto bene in un posto faccio di tutto per rimanerci. Se un giorno mi dovessero far fuori da Parigi farei di tutto per tornare in Italia"

SU MONTOLIVO - "L'infortunio di Montolivo ci ha scosso un po' tutti. Ognuno di noi deve essere consapevole che deve dare il 120% perché il mondiale è un'occasione che potrebbe non capitare più nella vita"

SU ZEMAN - "Ci ha fatto crescere tantissimo. Mi ricordo che quando il Pescara lo prese, molti mi dicevano che difficilmente avrei giocato perché lui non utilizza i trequartisti. Invece, dal primo giorno, mi ha dimostrato grandissima fiducia, come se mi conoscesse da tantissimo tempo"

SUL BRASILE - "È una delle favorite per arrivare alla fine. Lo conosciamo molto bene, ci sono molti giocatori che giocano in Europa, personalmente gioco con tre brasiliani. Speriamo che conoscerli possa essere un vantaggio per noi"
 

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