"Tanta nostalgia degli anni Novanta". Cantavano gli Articolo 31 nel 1996, proiettandosi nel 2030 grazie alla loro virtuale DeLorean. Ma se è vero che le mode tornano in voga ogni quarto di secolo, è questo il momento giusto per le operazioni acchiappa ricordi, soprattutto tra calcio e musica. Ne sono dimostrazione evidente il successo di pubblico e l’hype che girano intorno a eventi come il tour reunion del connubio hip hop tra J-Ax e Dj Jad. 

O alla partita di sabato allo stadio Manuzzi di Cesena tra Operazione Nostalgia Stars (Frey, Ballotta, Aldair, Serginho, Colonnese, Terlizzi, Zaccardo, Fuser, Bressan, Marcolin, Benny Carbone, Fiore, Davids, Del Piero, Recoba, Chevanton, Hubner, Agostini) e LaLiga Legends (Cesar, Edmilson, Zambrotta, Fernando Sanz, Capdevila, Hierro, Albelda, Mendieta, Luis Garcia, Amavisca, Morientes, Mijatovic, Julio Baptista, Karembeu, Contreras, De La Red, Senna). 

Tornando alla musica, il concerto degli Articolo 31 di mercoledì sera al Castello di Legnano (in occasione del Rugby Sound Festival), ennesimo sold out per questo Tour celebrativo dei 25 anni di carriera, ha dimostrato che dal vivo J-Ax, piaccia o no, è ancora uno dei migliori rapper e intrattenitori italiani in circolazione, per grinta e contenuti. E, oltretutto, Ax è anche un perfetto imprenditore e sa cogliere i bisogni del pubblico come pochi altri. In questo mondo iperconnesso, fatto di rapidità relazionale e dove tutto brucia in pochi secondi, è forte la necessità di rallentare e prendersi poco sul serio. 

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Il cantante milanese lo capisce perfettamente e ha messo in piedi uno show che è un viaggio rilassato, lungo più di due ore. Un percorso nel quale i brani principali della sua carriera (in scaletta pezzi più recenti come Intro, L’uomo col cappello, Deca Dance e Ostia Lido si alternano a classiconi come Non è un Film, Gente che spera, Spirale Ovale, Tranqi Funky, Domani o Il Funkytarro) sono accompagnati da immagini che, tra cronaca e intrattenimento, nel bene e nel male hanno segnato gli ultimi 25 anni (Beverly Hills 90210, Friends, Roberto Baggio che fa la pubblicità del latte ai tempi del Bologna, Obama e Osama Bin Laden, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Amy Winehouse, Andreotti, Simoncelli, Striscia la Notizia, e Chester Bennigton scorrono sul maxi schermo con il ricordo evocativo come unico denominatore comune). 

Lo spettacolo che ne esce però, non è solo nostalgia ma risulta piacevole e coinvolgente grazie alla credibilità degli attori principali: gli artisti sul palco (l’apice lo si raggiunge nel momento reunion, con Dj Jad ai piatti) e il pubblico sotto. Sembrano tutti parte di un’unica entità che cresce e si sviluppa intorno alla semplicità di uno strano incontro generazionale che, magicamente, diventa normale. Diciottenni e quarantenni cantano a memoria ogni pezzo, sia esso stato scritto a fine anni novanta o nel 2019. “E’ una questione di testa e non di età”, dice Ax a fine concerto prima di prendersi il tempo per una foto con i bravi organizzatori di un festival nato in provincia e che sta diventando sempre più mainstream (stasera c'è il concerto di Salmo che proprio oggi ha pubblicato la quarta edizione del Machete Mixtape della crew con Slait, Hell Raton, Nitro, Dani Faiv e Jack The Smoker; sabato Il Pagante e domenica si chiude con gli Skunk Anansie), mantenendo la festa della birra nell’anima. Un po’ la stessa chiave del successo degli Articolo 31: da Garbagnate Milanese ai grandi palchi italiani senza dimenticare le proprie origini.