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Come sempre, i tifosi sono la parte migliore del Sistema Calcio Italia che, invece, puzza dalla testa. Lo dimostrano i sostenitori del Parma: sia quelli che oggi pomeriggio si sono radunati sotto la pioggia davanti al Tardini sia quelli che, con orgoglio e con dignità, durante tutti questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro sostegno a Donadoni e ai giocatori.
"Chiuso per rapina", sta scritto sul cartello incollato al nastro bianco e rosso, quello che di solito si usa sulle scene di un irine. E un crimine sportivo economico, morale è stato commesso contro il Parma, 101 anni di storia ignobilmente oltraggiati da una vicenda che, se non facesse piangere, farebbe ridere. Purtroppo, questa non è una barzelletta.
Il 9 febbraio scorso, calciomercato.com ha posto queste 6 domande a Ghirardi:
1) Come ha fatto, presidente Ghirardi a vendere il Parma calcio ad una società che ha prima comprato e poi ha effettuato tutte le verifiche sulla correttezza dei numeri di bilancio? Da che mondo e mondo prima si controlla la veridicità dei dati poi si compra. 
2) Come è possibile che il bilancio del 2014 del Parma calcio produce una perdita di oltre 13 milioni di euro, mentre la sua controllante, Eventi Sportivi, chiude con un utile di oltre 3 milioni?
3) Secondo Lei come mai cambiano proprietari, presidenti, arrivano prima russi, poi ciprioti, albanesi infine lombardi forse sloveni, ma l'unico a rimanere al suo posto è il Suo braccio destro Leonardi? Signor Presidente, Lei dice che ha chiuso con il calcio dopo l'esclusione dall'Europa League, ma il punto di penalizzazione preso dal Parma quest'anno riguarda mancati pagamenti Irpef antecedenti questa decisione. Forse era già Sua intenzione mollare tutto ancor prima, e non lo fece semplicemente perché non se lo aspettava neanche Lei il miracolo di Donadoni e della squadra l'anno scorso?
 4) Non sarebbe stato più logico vendere i prezzi pregiati nell'inverno del 2013 quando la squadra era già salva e poteva rientrare dei suoi investimenti e cedere il Parma con tutta tranquillità? 
5) Nella sua ultima apparizione a Sky all'inizio di gennaio ha dichiarato che Taci è un suo amico e che i parmigiani lo avrebbero ringraziato per avergli venduto il Parma. A distanza di meno di un mese la pensa sempre così? 
6) Lei pensa che in questo momento, ad una settimana da un possibile fallimento, ci sia veramente qualcuno disposto a spendere 50 milioni per rilevare una società ormai in serie B, quando basterebbe aspettare quest'estate e ripartire da zero spendendo pochi euro come fece Della Valle con la Fiorentina?

Ghirardi si è fatto vivo soltanto ieri sera, durante la trasmissione Sabato Sprint, in onda su Rai Due, condotta da Monica Matano che, con assoluto rigore giornalistico, insieme con il collega Giampiero Timossi, inviato del Secolo XIX e blogger di calciomercato.com, ha avuto il merito di mettere il dito nella piaga.
L'ex presidente del Parma ha dichiarato: "Non parlo da due mesi, sono addolorato per quello che sta succedendo. Abbiamo fatto una collaborazione con il Nova Gorica, che però non è un club di mia proprietà. C'è solo un rapporto di collaborazione, nessun dirigente del Parma ha mai avuto cariche nel Nova Gorica. I debiti?  Mi sono stufato di sentire queste sciocchezze, invito tutti a leggere i bilanci".

No, caro Ghirardi, i bilanci del Parma li deve spiegare proprio lei ai suoi ex tifosi che, forse, qualche motivo per essere leggermente più addolorati di lei, o meglio incazzati neri, ce l'hanno.  E con lei, al calcio italiano quei bilanci devono spiegarli Beretta, presidente della Lega di serie A anche se "conta zero", come sostiene Lotito e l'esimio signor Tavecchio, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Lega e Figc hanno avuto il coraggio di venirci a dire che i controli e la vigilanza ci sono stati. La Lega ha addirittura scritto in un ampolloso comunicato denotante vistosi problemi con la chiarezza della lingua italiana: "Il sistema italiano è uno dei più efficienti in Europa". Eh? 
Ghirardi non parla da due mesi: male, molto male. Deve parlare, invece e raccontare tutta la verità su questa indecenza che, per la prima volta nella storia della serie A, ha visto una partita rinviata perchè non c'erano manco i soldi per pagare gli steward, la cui società di gestione è in credito di 77 mila euro. 

Quanto ai bilanci, ecco i numeri: 96 milioni di debiti, al netto dei crediti al 30 giugno 2014. I debiti lordi ammontano a 197 milioni di euro e sono aumentati del 1131% rispetto alla stagione 2006-2007.
Ancora: i
giocatori del Parma non percepiscono lo stipendio dal 1° luglio 2014; i dipendenti non vedono un euro da tre mesi; la società non può pagare la luce, il gas, le trasferte; se ilParma fallisce, in modo pilotato o no, il campionato sarà stato falsato e dal Palazzo ci vengono a dire che è tutto sotto controllo. Ma pensano che siamo tutti scemi? 
Alessandro Lucarelli, capitano del Parma, stamane ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: "Ci sono grosse responsabilità della Lega e dela Federcalcio: sono venuti soltanto venerdì a vedere come stanno le cose? E prima dov'erano? Perché non ci sono stati i controlli? Perché è stato permesso che il Parma tesserasse più di 200 giocatori? Perché si è concesso che avvenisse un doppio cambio di proprietà con la spesa di un solo euro? Ridicolo. Qui le istituzioni non hanno tutelato nessuno".
Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com



 
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