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Caro Balotelli, perdoni l'intrusione. Ieri, a Torino, non ha sentito la sveglia e ha disertato l'incontro con Cécile Kyenge, che c'è rimasta male. Lei dormiva, mentre il ministro per l'integrazione e le politiche giovanili citava Martin Luther King e parlava di quanto sia importante la Nazionale di Prandelli nella lotta al razzismo, per la nuova Italia multietnica di cui è immagine e simbolo.

In rappresentanza del Club Italia c'erano Giancarlo Abete, Cesare Prandelli, il suo staf al completo, Buffon, Ogbonna, El Shaarawy, Candreva, Chiellini e Maggio. La partecipazione era volontaria, come ha precisato la Federcalcio, ricordando come Balotelli avesse già incontrato Kyenge nel maggio scorso, a Bologna, in occasione dell'amichevole, con San Marino.

Ma lei, caro Balotelli, è troppo intelligente per non sapere quanto sia preziosa ogni opportunità mediatica per lanciare messaggi di civiltà e di lotta al razzismo, un tema che sappiamo quanto le stia particolarmente a cuore.

 Da quando ha assunto l'incarico di governo, Cécile Kyenge viene indecentemente bersagliato di insulti e di improperi dalle frange di barbari ignoranti che infestano la nostra società e non capiscono o fanno finta di non capire che siamo tutti cittadini del mondo; che, come Papa Francesco ci ricorda ogni giorno, bisogna dire basta all'intolleranza e all'odio, per spalancare le porte all'amore e alla comprensione.

Eppure, questa signora ha coraggio e grinta da vendere. Tira dritto per la sua strada. E continua a dare dimostrazioni di gran classe. Ieri, ad esempio, quando le hanno chiesto che cosa pensasse dell'assenza di Balotelli all'incontro con gli azzurri, la signora ha risposto: "Il mio appuntamento era con la  Nazionale, non era importante parlare con i singoli, ma con la squadra".

Caro Balotelli, le sue scuse al ministro sono state un atto dovuto quanto, ci dicono, sentito. Lei ha soltanto 23 anni.  Per la sua bravura, per il suo talento, per la sua capacità di essere uno dei personaggi più mediatici in circolazione, qualunque cosa faccia lei è destinato ad essere sempre al centro dell'attenzione. Nella stessa misura, lei è già un simbolo della Nuova Italia. Per questo, se domani segna ai cechi, dedichi il gol alla signora Kyenge che, certamente, gradirà. E la prossima volta che le capiterà d'incontrarla, non dorma. I razzisti non dormono mai.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com