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  • Jacobelli: Cerci, Suso e Sacchi non bastano. Milan, ma che mercato è?

    Jacobelli: Cerci, Suso e Sacchi non bastano. Milan, ma che mercato è?

    L'ultimo acquisto rossonero si chiama Arrigo Sacchi. Inzaghi l'ha giustamente definito un guru, affrettandosi a precisare subito di non sentirsi sotto tutore dopo il ritorno in società dell'uomo che fra l'87 e il '91 portò la squadra nella Storia del calcio. Con la S maiuscola.
    Nessuno ne dubita, anche se la sortita del successore di Seedorf potrebbe sembrare una excusatio non petita.
    Ma il problema non è questo. Il problema è che il Milan continua a sbagliare mercato dall'estate 2012 quando, per ragioni di bilancio, venne raso al suolo l'organico che aveva consentito ad Allegri di vincere lo scudetto al primo tentativo e di arrivare secondo nella stagione successiva dopo avere conquistato la Supercoppa di Lega.
    Cerci non basta, Suso non basta e, per carità di patria, sorvoliamo sul fiasco Torres che appena si rimette addosso la maglia dell'Atletico segna una doppietta al Bernabeu, sennò facciamo notte. 
    La verità è che il peccato originale di questo Milan è stato scaricare Pirlo tre anni fa pensando che senza Pirlo sarebbe stato lo stesso. Il resto è venuto da sè. Giocatori presi a parametro zero, ma senza qualità e dagli ingaggi altissimi; centrocampo che non ha né un clone né tantomeno una controfigura di Pirlo, perché Pirlo è unico e di sosia non si vede l'ombra.
    E lasciamo stare il fatidico discorso sulla squadra dei giovani nonché dei 100 migliori Under 23 del mondo che Berlusconi disse di seguire "personalmente" (Milano, 15 dicembre 2012) perché "in tre anni torneremo al top in Italia, in Europa, nel mondo". Appunto.

    Xavier Jacobelli
    Direttore Editoriale www.calciomercato.com

     

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