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Dopo due giorni di immani castronerie sul caso Marchisio, la Nazionale poteva andare nel pallone a Sofia, dove non ha mai vinto nella sua storia, rischiando una brutta sconfitta. Intendiamoci, anche in questo caso gli azzurri non avrebbero avuto e non avranno soverchi problemi, grazie alle maglie larghe della qualificazione: agli Europei 2016 andranno direttamente le prime due di ogni girone e la migliore terza mentre le altre otto terze faranno i playoff per contendersi gli ultimi quattro posti (la Francia ci va di diritto in quanto Paese organizzatore).
Ci ha pensato Eder ad agguantare quel 2-2 che conserva l'imbattibilità di Conte. Eder, l'oriundo n. 43 nella storia azzurra, come oriundo è Osvaldo che il 7 settembre 2012 firmò un altro 2-2 sempre a Sofia. Eder che ha segnato un gol meraviglioso e ha detto cose sagge dopo la partita, rivolgendosi a Mancini, allenatore dell'Inter che conta 24 stranieri in organico, ha un settore giovanile strepitoso e un grande allenatore della Primavera come Vecchi, ma non ha un titolare fisso della prima squadra calcisticamente cresciuto nel vivaio.
Eppure, secondo Mancini, gli oriundi non devono giocare in Nazionale. Ognuno ha la propria opinione, come ha rilevato Eder, poi contano i fatti. E i fatti dicono che Conte ha fatto la mossa giusta dopo essere stato tradito proprio dalla difesa della "sua" Juve, la migliore del campionato (14 gol subiti in 28 partite), ma inguardabile a Sofia dove ha subito 2 gol in 6 minuti, dopo averne incassati 2 nelle precedenti 6 gare della nuova gestione.
Male Verratti, che continua a sbagliare gli esami di maturità. Male Zaza, male Immobile. Bene Bertolacci e Gabbiadini, anche se, al napoletano, Conte ha concesso soltanto l'ultimo quarto d'ora e i minuti di recupero. Errore: Gabbiadini (14 gol in stagione) è come Eder (12): uno degli attaccanti più in forma e, per questo, merita di partire titolare martedì a Torono contro l'Inghilterra.
L'Italia ha giocato bene i primi dieci minuti e l'ultimo quarto d'ora. Le manca continuità , deve ancora crescere, com'è normale che sia; considerato che Conte ha cominciato a lavorare sei mesi fa, aggirandosi fra le macerie post Brasile; che per quattro mesi non ha potuto manco avere uno stage di 48 ore; che, stavolta, fra gli altri non aveva Buffon, Pirlo, De Rossi e Marchisio;  che nelle 48 ore precedenti la partita il ct è stato vilipeso (per una volta Tavecchio ha detto la cosa giusta), attaccato, criticato proprio da Elkann che a Conte dovrebbe erigere un monumento.
Se i club non capiscono che la Nazionale deve essere aiutata e non ostacolata; che il nostro calcio ha bisogno di uha Naziolale forte e competitiva il nostro calcio non va da nessuna parte. Ma, per fortuna, Conte ha la testa dura. Caro ct, per favore non molli.
Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com