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Questa foto dice tutto. L'abbraccio di Sirigu a Darmian dopo la vittoria sull'Inghilterra vale più di cento parole. Ma, quelle che il portiere del Paris St.Germain ha pronunciato a Mangaritiba, meritano una sottolineatura.

Un altro, al posto del ventisettenne signore nato a Nuoro, dopo avere così brillantemente sostituito il primo dei numeri uno all'esordio nel Mondiale, si sarebbe potuto lasciar andare, cullato dagli elogi e dagli applausi.

Sirigu no. Sirigu ha dato una lezione di stile che lo conferma un portiere da mondiale, uno da Nazionale, uno di quelli che piacciono a noi perchè preferiscono essere piuttosto che apparire.

"Prima di giocare contro gli inglesi, le parole di Gigi mi hanno dato la serenità giusta per giocare una buona partita. Ora, però, speriamo tutti di recuperarlo, abbiamo voglia di riaverlo non solo nello spogliatoio, ma anche in campo, per la sua qualità e per il suo carisma. Voi mi chiedete se sarebbe un'eresia, da parte mia, pensare di giocarmi questo mondiale alla pari con Buffon".

"Non so se sia così, so soltanto che non è la realtà. Gigi è titolare, non rappresenta solo un giocatore, ma qualcosa di più. Questa non è una gara fra me e lui: in Nazionale ciascuno deve portare il buono che ha dentro. A volte bisogna essere realisti e guardare chi è accanto a te. Io sono il secondo".

Dite la verità, raramente vi sarà capitato di ascoltare parole simili da un giocatore, giunto ai massimi livelli della carriera, un professionista capace di conquistare la Francia dove, si sa, hanno spesso la puzza sotto il naso quando si tratta di riconoscere i meriti di un italiano.

Sirigu ha impressionato non soltanto per la sicurezza e la bravura che hanno contraddistinto il debutto a Brasile 2014, in circostanze d'emergenza causate dall'improvviso infortunio di Buffon.

A colpire, è la serenità che traspare dal suo modo di stare in campo e di porgersi verso l'esterno. E' l'umiltà del suo comportamento. E' il rispetto nei confronti di un autentico mito del calcio mondiale, di cui ha temporaneamente preso il posto.

Complimenti, signor Sirigu. Anche se ha il 12 sulla maglia, lei è un Numero Uno.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com