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  • Jacobelli: folle Italia. A 281 giorni dal mondiale e non ancora promossi, ecco il dopo Prandelli. Ma lasciate lavorare il ct

    Jacobelli: folle Italia. A 281 giorni dal mondiale e non ancora promossi, ecco il dopo Prandelli. Ma lasciate lavorare il ct

    Le cose più sagge le hanno dette stamane Mario Balotelli ("Allegri in Nazionale? Non parlo di Milan quando sono in azzurro") e Gianluigi Buffon ("Siamo di fronte a uno stato d'ansia intempestiva").

    Oggi è il 4 settembre 2013. Il ventesimo campionato del mondo si inizierà in Brasile il 12 giugno 2014 e terminerà il 13 luglio. Mancano 281 giorni al calcio d'inizio e l'Italia non è ancora qualificata, anche se comanda a pieno titolo il proprio girone. Se, venerdì a Palermo batteranno la Bulgaria e, martedì prossimo a Torino, supereranno la Repubblica Ceca, gli azzurri taglieranno aritmeticamente il traguardo.

    Ma, se un marziano scendesse oggi a Coverciano, si stupirebbe. Perché, non delle assenze degli squalificati Balotelli, Osvaldo e Montolivo si parla; non della squadra che Prandelli manderà in campo al Barbera. Si parla già del dopo Prandelli.

    E chissenefrega se il ct è sotto contratto sino al termine del Mondiale e da tempo ha programmato per febbraio l'incontro con la Federazione, onde parlare del futuro; se l'uomo che ha letteralmente ricostruito la Nazionale dalle fondamenta dopo il disastro di Sudafrica 2012, merita molto più rispetto; se egli ha il diritto a lavorare in pace; se lo stesso selezionatore avverte come non ci sia nulla di scontato e, quindi, l'Italia non sia ancora qualificata, tanto più che, grazie all'egoismo dei club, anche quest'anno il campionato è incominciato nell'ultimo week end di agosto, mettendo in difficoltà la Nazionale, in ritardo di preparazione.

    Niente di tutto questo. Sulla nave dei folli c'è spazio per il totoct. E qualcuno, addirittura, nei sottopancia televisivi, manda e rimanda la notizia secondo la quale, la Federazione 4 volte campione del mondo, 1 volta campione d'Europa e olimpica, ha chiesto ad Allegri e a Zaccheroni la disponibilità ad allenare la Nazionale. Notizia che risulta totalmente priva di fondamento, come se in Via Allegri non sapessero che contattare allenatori sotto contratto con club o federazioni straniere, non sia  scorretto e irregolare.

    Dopodiché parte la rumba: su Allegri ha risposto Balotelli; Buffon esclude che Conte possa lasciare la Juve per trasferirsi al Club Italia; non si hanno ancora notizie di Spalletti, Mancini e Zaccheroni, ma è solo questione di tempo. 

    Magari, bisognerebbe parlare d'altro. Magari bisognerebbe preoccuparsi di che cosa possa accadere alla Nazionale, una volta guadagnata la qualificazione aritmetica. Bisognerebbe preoccuparsi di conoscere quali siano le intenzioni della Figc che, prima dell'Europeo in Polonia e Ucraina, riuscì a garantire al ct lo straccio di 3 amichevoli in 9 mesi e Dio solo sa quale incredibile impresa compirono gli azzurri arrivando alla finale d Kiev con la Spagna.

    Bisognerebbe sapere se, finalmente, Prandelli potrà organizzare i fatidici stage a Coverciano (di 48 ore!): li reclama da tre anni e da tre anni gli vengono negati dall'egoismo dei club, senza che la Lega muova un dito e la Federazione si faccia sentire. Salvo poi saltare tutti sul carro del ct se diventa clamorosamente vicecampione d'Europa nel 2012 o coglie un brillante terzo posto nella Confederations Cup 2013 (in Sudafrica, nel 2009, l'Italia - che indossò pure un'obbrobriosa divisa azzurro pallido con pantalonicini e calzetoni marroni -  venne rimandati a casa fra lazzi e pernacchi, sconfitta pure dall'Egitto. Con tutto il rispetto per l'Egitto, s'intende che, però, non risulta essere campione del mondo).

    Coraggio, Cesare. Non mollare.

    Xavier Jacobelli

    Direttore Editoriale www.calciomercato.com

     

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